HomeCulturaSassi e pomodori. Quonn s' faciav la chnsarv

Sassi e pomodori. Quonn s’ faciav la chnsarv

E dopo la festa della Bruna, quando le stagioni non conoscevano l’alterazione e il cambiamento climatico di oggi, i materani dei vicinati e del piano erano soliti dedicarsi a fare la ”conserva” di pomodori per l’anno a venire. Pomodori locali, tondi e rossi, portati dai campi nei vicinati sui traini e con le donne pronte ad eseguire tutti i passaggi dal lavaggio, alla pulitura dei peduncoli verdi e con una levataccia che cominciava di notte…Le immagini con la elaborazione dell’intelligenza artificiale, realizzata de Franco Vitulli, sono un tuffo nel passato dell’immediato dopoguerra fino agli anni Settanta- Ottanta quando i costi e l’avvento dell’industria con passate e pelati hanno ridimensionato quella tradizione casalinga e contadina. La produzione della conserva, che ha avuto una evoluzione negli anni, richiedeva pazienza dopo la fase di cottura sul fuoco, in un calderone di rame, rimestando l’oro rosso con un mestolo di legno. Alla conserva- sintetizziamo- si giungeva con l’essicazione al sole in grandi recipienti di argilla, con l’accortezza di aggiungervi del basilico e del sale, e di prevenire che una pallonata o insetti finissero in conserva… Quell’oro rosso serviva per le diverse pietanze in tutti i periodi dell’anno.

E l’uso del vetro con l’imbottigliamento della ”salsa” , ricorrendo al metodo della bagnomaria o del mettere a bollire le bottiglie con il prezioso ”fresco” contenuto prodotto al passapomodoro del passato, a manovella ,erano un terno al lotto, con le massaie che auspicavano non ne ”scoppiasse” una durante la cottura. Se ne parlava il giorno dopo… Variante sul tema per i pomodori a ”pezzetti”, con l’utilizzo della varietà allungata, detta ” San Marzano”. Tagliati a spicchi si inserivano in piccole bottiglie,con basilico, e l’ausilio di un sottile bastoncino di legno. Seguiva la battuta su uno strofinaccio, per insaccare il contenuto. Poi l’impiego di un tappa bottiglie in legno, con tappi di sughero prima e relativa legatura con lo spago e successivamente con tappi metallici a corona. Quanta fatica,ma quanta soddisfazione a tavola, in una pratica coinvolge famiglia e famigliari. Conclusa con la conta delle bottiglie prodotte, di quelle perse e della resa dei pomodori. Fasi interrotte da una pausa per un boccone, pane e pomodoro o mortadella. Oggi…qualcuno resiste. Ma restano i ricordi del passato, di una tradizione tinta di rosso pomodoro.

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