Chissà. Forse è la volta buona che si metta mano alla manutenzione periodica, al restauro e alla gestione delle oltre 140 chiese rupestri dell’agro materano, per gran parte di proprietà privata, ma colpite un po’ tutto dall’incuria degli uomini e dall’incedere del tempo e delle intemperie. E potrebbero essere gli allievi della scuola dell’Istituto centrale del restauro, intitolata a ” Michele D’Elia” a metterci mano.

A darne notizia, nel corso della firma della convenzione di comodato d’uso con il Comune di Matera, è stata la direttrice nazionale della Istituzione, Gisella Capponi. Il primo intervento dovrebbe essere avviato in primavera. Resta da scegliere solo il sito sul quale intervenire. E su questo tema c’è l’imbarazzo della scelta.

Resta il fatto che la cosa attirerebbe senz’altro investimenti privati come ha riferito la stessa Capponi, citando il progetto Arte Bonus e la donazione fatta dal gruppo Fendi di una attrezzatura. A Matera, lo ricordiamo, c’è stato l’intervento esemplare di restauro effettuato dalla Fondazione Zetema con la Cripta del Peccato Originale . Poi altri interventi, ma limitati delle Soprintendenze. Per il resto siamo alla conta del degrado e degli atti vandalici, come quelli di alcuni mesi fa di ignoti sconsiderati che hanno danneggiato una vetrata sul portone di accesso della Scuola, sul versante di via Lucana.

Ma veniamo alle buone nuove , con la firma della convenzione tra l’Amministrazione comunale e i Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo per la cessione, a quest’ultimo, in comodato d’uso per la durata di 29 anni dell’ex Convento di Santa Lucia Nova, ubicato in piazza Vittorio Veneto. Gli ambienti, estesi per 1500 metri quadrati, sono destinati alle attività didattiche e di laboratorio della Scuola per i diversi settori del restauro: dai materiali lapidei ai dipinti su tela.

La scuola, della durata quinquennale, è a numero chiuso e lo scorso anno ha accolto i primi 15 allievi, scesi a 14 per la rinuncia durante l’anno di una allieva cinese. L”inaugurazione del nuovo anno accademico è previsto per la metà di novembre.

Per il sindaco Raffaello De Ruggieri, nell’illustrare l’iter che ha portato alla realizzazione della Scuola, ha parlato di ”coronamento di un sogno cullato per tanto tempo” e che Matera ha ceduto al Ministero due antichi edifici (l’altro è Palazzo Lanfranchi) per l’avvio di importanti attività culturali.

Il direttore dell’Istituto centrale del Restauro ha aggiunto di volere costruire una rete attorno alla Scuola, per coinvolgere le eccellenze e interagire con gli istituti di ricerche. Gli allievi del primo anno,intanto, sono a Bologna, impegnati nel restauro della fontana del Nettuno, mentre a Matera si sta restaurando un ”tondo” del Botticelli.

Una citazione doverosa per l’ing. Mario Maragno, direttore dei lavori, particolarmente legato al recupero dell’antico convento salvato dal degrado dopo aver notato un albero di fico, che con l’avanzare delle radici avrebbe finito con l’accelerare il degrado. Tante le scoperte e le soluzioni adottate per un intervento esemplare, qualcosa resta ancora da fare ma ormai la Scuola può operare appieno.

Questo immobile-ha detto Maragno- ha ospitato anche il Comune di Matera e quindi credo che sia giusto dare la possibilità ai dipendenti comunali di scoprire in anteprima questa struttura, visto che sono stati tanti coloro che durante il periodo del restauro mi hanno avvicinato per raccontarmi le loro storie legate all’attività svolta in questa struttura. Il recupero del complesso è stato favorito dalla tecnologia, che ci ha permesso di completare un lavoro in cui conservazione e innovazione sono perfettamente integrate. Con i fondi stanziati siamo riusciti a riqualificare il corpo di via La Vista, destinato alla didattica e l’ex refettorio con i locali annessi da destinare ai laboratori. Ora aspettiamo i nuovi finanziamenti per completare la pavimentazione con materiali lapidei degli anni trenta sul piazzale che si trova dall’ingresso di via Lucana e la facciata retrostante del monumento’‘.

Un cantiere prossimo al completamento.

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