La recente scomparsa di Robert Redford, avvenuta il 16 settembre 2025, ha portato a una riscoperta sia dei suoi film migliori come attore, sia della sua poliedricità come artista. Redford è infatti stato anche l’artefice del Sundance Festival nonché produttore e regista di talento.
Oltre alla complicità con diverse partner femminili illustri – da Meryl Streep a Jane Fonda, passando per Barbra Streisand, Kristin Scott Thomas e diverse altre – che lo ha consacrato come sex symbol, termine che non amava e che tutto sommato non gli si addiceva, ce n’è una, questa volta tipicamente maschile, che è stata non meno fortunata. Ci riferiamo all’accoppiata speciale con Paul Newman.
La loro collaborazione è rimasta nella storia non solo per i film, ma per l’immaginario che hanno saputo costruire: personaggi ironici, ribelli, capaci di sorprendere lo spettatore con leggerezza e profondità. Memorabili, ad esempio, le sequenze di gioco in La stangata, dove la fortuna diventa un vero e proprio elemento narrativo.
Non stupisce, allora, che questo storytelling trovi oggi un’eredità in chiave digitale: basti pensare alle slot machine, che ripropongono la stessa imprevedibilità nella cultura pop contemporanea. Un universo di colpi di scena con una narrazione immediatamente riconoscibile e trasversale, in grado di parlare a pubblici diversi, rinnovandosi in contesti nuovi.
Non solo La stangata: l’altro film della coppia Redford-Newman
La stangata è certamente il film più celebre che vede insieme Paul Newman e Robert Redford, ma non è l’unico che ha letteralmente sbancato al botteghino: c’è anche un’altra pellicola passata alla storia per il feeling tra i due.
Prima di The Sting, questo il titolo originale della nota pellicola girata nel 1973, la coppia di attori si era vista in Butch Cassidy – titolo originale americano Butch Cassidy and the Sundance Kid – uscito nelle sale nel 1969, sempre per la regia di George Roy Hill.
Paul Newman ai tempi era già un attore acclamato, mentre Redford cercava di fare il salto di qualità. Vestiva i panni di Sundance Kid, il ruolo che per primo lo ha consacrato come star internazionale. Il risultato è un western dalla storia di per sé semplice e quasi banale, almeno per i tempi, in cui si dà voce a uno spirito che va oltre l’attività di rapinare banche, diventando l’espressione di un certo modo di intendere la libertà.
Non è poi sicuramente un caso se è proprio a questo personaggio che Redford ha dedicato il nome del suo festival indipendente. Butch Cassidy è stato un film importante per l’attore statunitense, fungendo da base per il successivo La stangata, che ha segnato la consacrazione definitiva della collaborazione con Paul Newman.
Redford e Newman: un rapporto oltre il cinema
Robert Redford e Paul Newman erano molto amici: il loro rapporto andava oltre il set, erano complici anche nella vita privata. Un legame nato proprio sul set di Butch Cassidy, caratterizzato da una visione comune tanto sulla recitazione quanto su altri aspetti, dalla stima e dall’ironia.
Pur non essendosi incrociate nuovamente le loro strade dopo The Sting, sono sempre rimasti in contatto, secondo lo stile e la riservatezza che hanno caratterizzato entrambi.
Ha detto Robert Redford a proposito: “Ci sono certe amicizie semplicemente troppo belle e troppo forti per poterne parlare”. Una discrezione che ritroviamo ancora oggi, dopo la sua scomparsa. A parlare per lui ci pensano soprattutto i suoi film e le sue iniziative.
