lunedì, 6 Febbraio , 2023
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Racconti di luoghi Amati, Misteriosi, Maledetti,

Luoghi e non luoghi in una trama a 17 fili narrativi per tessere 17 storie di visioni e geografie umane.

Scrittori e scrittrici lucane che raccontano storie che si muovono nei vivai del Tempo percorrendo, discrete, sentieri al ritmo dei venti.

Una raccolta di racconti, suddivisi in luoghi Amanti, Misteriosi, Maledetti edita dalla Hermaion, che dalla penna di più autori traccia, introno ai spazi reali e non, stratificazioni di echi e atmosfere evocative in una dimensione letteraria, tesa fra ricordo, memoria, quotidiano.

In Luoghi “Amati”, tra gli spazi dell’abitare poetico, dove le radici fluttuano libere di scrutare e nutrire la memoria, si inserisce “Lungo le rive del Basento” di Lorenza Colicigno. La scrittrice riferendosi a Potenza, città da cui ogni giorno viene mestamente accolta e al cui ventre si accosta per nutrirsi, narra: <<Non ho radici, per lo meno non ho radici profonde. Ancora oggi lentamente le mie radici penetrano nella montagna di argilla di cui è fatta questa montagna e su cui poggia questa città” e con afflato riconduce i particolari cittadini al grande paesaggio così “Tutto si fonde con l’orizzonte breve dell’Appennino, a mezzo tra città e campagna>>.

“Amati” con lo sguardo di chi vuol vedere, con la voglia di seguire il tracciato e di lasciare accadere, sono i paesi, le strade, i viali, i borghi annotati nel racconto “Registro dei Paesi Scomparsi” di Giuseppe Melillo.

Con l’orizzonte aperto- l’autore- accogliendo i reclami dolenti emessi da alcuni posti amati scrive <<Penso che bisogna smettere con la violenza delle case a 1 euro. Un paese in offerta! Un paese in svendita! Un paese avrà anche il diritto di morire senza l’accanimento terapeutico della retorica, della bellezza, dell’autenticità? Ci vorrebbe in qualche parte del mondo un grande cimitero dei paesi scomparsi. Un grande registro dove raccogliere le loro storie>>.

Spazi “Amati” circoscritti, in cui persone e luoghi si fanno paesaggio sentimentale, in cui la consonanza e la prossimità creano la relazione, è il caso del racconto “Una vecchia scuola di campagna” di Gianrocco Guerriero. La scuola descritta è quella vissuta da Nina Barile, maestra e scrittrice nelle campagne di Genzano ai tempi dell’illusione della riforma agraria. Erano i tempi in cui la scuola, baricentro reale tra piccole abitazioni e le colline, era il punto mediano tra fatica e sollievo ed epicentro sentimentale della maestra:<<i maschietti-giacche logore e pantaloni rattoppati-hanno la coppola sul capo che terranno fino al giorno della morte, come segno di un disegno che non può mutare. Le femminucce sono più curate. I sorrisi trascendono la loro condizione: sono autentici, sottocorticali, senza ieri né domani, come dovrebbe sempre essere un sorriso>>.

Ambiti “Misteriosi” sono quelli del racconto “Stelle” di Angelo Lucano Larotonda, che si stratificano al ritmo elegante e dolente della narrazione, come inscritti in una costellazione di segni e di forze antiche.  Le parole in “Stelle” hanno una delicata musicalità armonica che lascia in dono il garbo della sofferenza del protagonista, Armando. Era un ragazzo di paese a cui i fascisti con furia e violenza devastante avevano strappato la gioia delle cose terrene e così preferiva volgersi al cielo <<dove la vita non era come un labirinto di quaggiù dove tutti corrono per uscirne e sempre dentro stanno>>. L’autore scrive: <<Una sera, ed era di luglio, una stella cadente prese la direzione della fiumara, fuori dal paese, verso Atella. Allora ci disse di voler andare a pescare con la rete. Noi a ridere e quella volta gli gridammo ”scemo !”.“Sono andato alla fiumara, ho tirato la rete alla stella caduta ma la stella l’ha bruciata. Credevo fosse d’argento e invece era di fuoco” L’acqua della fiumara non la spegneva. Si è spenta quando io l’ho guardata a lungo” e ci mostrò una piccola rete bruciacchiata.>>

In “Le Burau” di Antonio Califano i luoghi “Misteriosi” sono torri, edifici, spazi di lavoro popolati da file di “chiedenti”, internamente delimitati da rigide gerarchie ed esternamente confinati da paesaggi irrigiditi dalle irriguardose attività industriali in cui <<Le mattine si ripetevano uguali, in lontananza sulle montagne sempre più spesso, e quando avveniva all’imbrunire era ancora più inquietante, si vedevano “le sfiammate” delle torri dei centri di raccolta petrolifera, i bambini sospiravano e emettevano gridolini a metà tra lo stupore e la paura, la fila si fermava per pochi attimi, perfino i guardiani trattenevano il respiro>>.

Una impuntura di stelle dalle sanguinanti traiettorie a delineare spazi “Maledetti” nel racconto “Beslan” di Mimmo Sammartino. L’autore intreccia abilmente versi di poesia a pezzi di racconto in una composizione di una struggente bellezza, in cui persino le costellazioni tutte partecipano al dolore del massacro inferto in una scuola della repubblica caucasica dell’Ossezia del Nord dalle forze russe. <<Per i bambini che hanno leccato il sangue e il piscio per togliersi la sete. Per i bambini che non hanno trovato pane per asciugarsi la bocca, per saziarsi l’anima. Per ritrovare la felicità dei sogni>> con questi versi Sammartino ci accompagna a guardare in faccia la notte con il suo nero profondo per restituirci la dimensione di essere uomini << in certe notti fanno male le stelle. Ma a nessuno è concesso di abbassare lo sguardo. Per la meraviglia e per destino- Per la sete che abbiamo e per quella che non è la nostra. Eppure lo stesso ci riguarda>>.

 Così ampie sono le suggestioni degli autorevoli autori in questa Antologia a renderla attraente nella sua interezza. La breve trattazione riportata è un personale tracciato soffermatosi su alcuni segmenti letterari tra la molteplicità di percorsi offerti, una pista per ricordarci che i luoghi, i paesaggi non sono solo geometrie ma entità emozionali che creano fili sentimentali che incidono nella intensità delle nostre relazioni.

Elenco autori 

Michele Battaglino, Lorenza Colicigno, Ione Garramone, Gianrocco Guerriero, Giuseppe Melillo, Raffaele Nigro, Antonio Petrocelli. Anna Maria Basso, Antonio Califano, Giampiero D’Ecclesiis , Angelo Lucano Larotonda, Biagio Russo, Piera Carlomagno, Antonella Marinelli, Angelo Parisi, Mimmo Sammartino,  Mario Trufelli. 

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