E’ lì davanti a Palazzo Lanfranchi da 10 anni, acquistata dalla Regione Basilicata per 150.000 euro, e donata alla Città per quel legame d’arte e amicizia di Matera con l’artista giapponese Kengiro Azuma. Una goccia d’acqua che nella città dei sistemi di raccolta delle acque, tra condotte e cisterne, ci sta bene eccome e del resto davanti a un palazzo della cultura che ospita opere di diverse epoche e a pochi metri dal belvedere di piazza Pascoli, meta continua di turisti. Ma quella goccia mostra qua e là segni di degrado: deiezioni di volatili, l’alone di ruggine alla base e dei bisogni di fido… Qualcuno ci ha lasciato anche un disegnino, un nome. Di manutenzione e decoro nemmeno l’ombra. Tocca a chi si dovrebbe occupare di decoro e cultura farsi avanti. E tocca anche apporre da qualche parte, meglio (bilingue) al basamento, di cosa di tratta. Una targa bronzea con tanto di nome dell’opera e dell’autore. C’è inciso il nome dell’Artista ‘K. Azuma” e quello della fonderia Battaglia di Milano. Spetterebbe alla Regione, riportiamo più avanti le motivazioni della delibera dell’ottobre 2010, visto che acquistò l’opera o ad altri. La nuova direttrice del Museo nazionale di Matera(che accorpa Palazzo Lanfranchi e l’Archeologico Domenico Ridola) Anna Maria Mauro. O il Comune che, ricordiamo una ipotesi avanzata in passato di trasferire la goccia in piazza Vittorio Veneto, dove è il palombaro lungo il più grande serbatoio d’acqua potabile della città. E a proposito di decoro segnaliamo le ”chiazze” di liquidi vari che trasudano dai cestini metallici multiscomparti della piazza e di altri luoghi della città. Cultura dell’arredo, con acqua, detergenti e ramazza…Che ci vuole?

LE DICHIARAZIONE DEL 25 NOVEMBRE 2010
L’EX PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE VITO DE FILIPPO
“Si tratta – afferma il presidente della Regione, Vito De Filippo – di un piccolo sacrificio economico che la Regione ha voluto fare vedendolo come un investimento per rafforzare il patrimonio artistico e culturale di Matera anche in vista della sua candidatura a Capitale europea della cultura 2019. Abbiamo portato stabilmente in Basilicata una straordinaria opera d’arte di un artista di fama mondiale, come Kengiro Azuma, che da subito ha intrecciato con la città dei Sassi un intenso e reciproco rapporto di affetto e di simpatia. Non è un caso che Azuma abbia voluto vivere profondamente la città e conoscere da vicino le sue tradizioni, come la lavorazione del pane e dei tipici prodotti artigianali, per lui straordinaria fonte di ispirazione che si è tradotta nelle opere esposte attualmente al Musma”.

E QUELLA DEL MUSMA

La Giunta Regionale, con delibera n. 1928, approvata nella seduta di martedì 23 novembre, ha disposto l’acquisto della scultura “MU 765 G” (La Goccia) di Kengiro Azuma per arricchire il patrimonio d’arte contemporanea nella città di Matera.
La donazione dell’opera alla comunità materana rappresenta il riconoscimento della qualità culturale di Matera e del suo ruolo all’interno della regione lucana.
La scultura, trasferita a un prezzo di pura affezione, risulta inoltre coerente con lo spirito del luogo. L’imponente goccia di bronzo, alta oltre tre metri, testimonia il ciclo perenne della vita rappresentata dall’acqua che si fa goccia, bagna la terra, diventa vapore acqueo, ritorna nel cielo per ricadere come goccia a irrorare la terra. E’ la metafora fisica della perennità della vicenda storica di Matera, così pregnante e continua, tra memoria e nuova produzione di storia.
La Goccia sarà affidata in custodia, perché la protegga e ne assuma la responsabilità della manutenzione, alla Fondazione Zétema, titolare del Musma (Museo della Scultura Contemporanea. Matera).
“Matera – ha dichiarato il presidente della fondazione Zétema, Raffaello de Ruggieri – deve essere grata alla Regione Basilicata e per essa al suo presidente Vito De Filippo, per aver gratificato la nostra città con un simile investimento culturale, che arricchisce indubbiamente anche la qualità urbana del luogo. Il presidente De Filippo – ha precisato De Ruggieri – ha trasformato in un fatto concreto un impegno assunto nel corso della visita del 22 settembre alle nuove aree espositive del Musma. Per questo la Fondazione Zétema si sente maggiormente responsabilizzata nella tutela dell’opera affidataLe e nella tenuta di un suo più rinvigorito impegno al servizio della città. Sarà, infine, una necessaria intesa con la Soprintendente Marta Ragozzino a fissare la ubicazione e le modalità di esposizione della preziosa scultura di Azuma”. Questo il passato. Per il presente serve un po’ di decoro.