Un passo breve e pieno di colori e di sapori, quello che separa in questi giorni a Matera, il Telero di Italia 61 e le tavole…di un percorso imbandito sulle pareti della Sala ”Carlo Levi” di Palazzo Lanfranchi . E dipinto dallo scrittore e pittore torinese nel segno del cibo, dell’ amicizia e della voglia di stare insieme pasteggiando con frutta di stagione, salumi, sarde, un bicchiere di vino e pane,naturalmente. Sensazioni e riscontri che abbiamo apprezzato nel visitare la mostra e ascoltare quanti come Marcella Marmo – di casa a Matera e in Basilicata, in rappresentanza della Fondazione Levi- ha saputo raccontarci e descrivere parlando di quelle opere sforzandosi di ricordare chi fossero i ”commensali’ (un quadro del 1971) ospitati nella Casa di Alassio. Tra questi Luisa Orioli, che ebbe una parte in un film di Pier Paolo Pasolini. Per gli altri ricordi da mettere a fuoco, visto che quella casa…era un porto di mare. Altri spunti sono venuti, nel corso della presentazione dagli interventi del presidente del Centro Carlo Levi Lorenzo Rota sulla collaborazione proficua tra pubblico e privati (Polo Museale e i volontari del Centro) e dalla direttrice del Polo Marta Ragozzino che ha descritto quanto è stato fatto o è in cantiere per continuare a parlare di meridionalismo e di cultura del territorio. E in questo solco si inserisce la cultura del pane, con il patrimonio comune tra Altamura e Matera per la produzione del re della buona tavola. Sia che si tratti del pezzo intero ” u’ scquanaet” come si dice ad Altamura o ”jirt” (alto) a Matera per distinguerlo da quello a cornetto. Ma ci piace ricordare anche una battaglia comune che ha visto Carlo Levi, prima, dagli scranni parlamentari dell’immediato dopoguerra, e poi Raffaele ”Lello” Giuralongo negli anni Ottanta battersi contro la soppressione dei forni a legna. Siamo stati testimoni (e lo abbiamo descritto) dell’impegno di Lello a favore degli ultimi forni a legna d Matera, prendendo spunto dall’esperienza famigliare di quello del rione Serra Venerdi che insieme ad altri continua oggi a sformare il buon pane di una volta, insieme a cangedd, taralli e focacce. Un ringraziamento va anche a loro se il ”pane meridionale” continua a mantenere l’identità, le radici,i sapori e i colori della nostra terra.

IL COMUNICATO SULLA MOSTRA

«Dalle ringhiere del balcone pendevano e dondolavano pigre al vento le trecce di fichi,
nere di mosche che correvano a sorbirne gli ultimi umori, prima che la vampa del sole liavesse tutti succhiati. Davanti all’uscio, sulla strada, sotto agli stendardi neri seccavano al
sole, su tavole dai bordi sporgenti, liquide distese color del sangue di conserva di
pomodoro» [Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, 1945].
In occasione in occasione Anno Internazionale del Cibo italiano 2018, il Polo Museale
della Basilicata, la Fondazione Carlo Levi di Roma e il Centro Carlo Levi di Matera
presentano la mostra Il futuro antico del cibo. Carlo Levi opere 1922 – 1973, allestita a
Matera, nella Sala Levi del Museo di Palazzo Lanfranchi.
Il futuro antico del cibo raccoglie venticinque opere, nature morte e quadri anche poco
conosciuti e inediti, tutti ispirati al cibo, tematica quasi onnipresente nella produzione
artistica di Carlo Levi. La selezione espositiva parte dall’intimità familiare degli anni
giovanili passando alle dense cromie espressioniste degli anni Trenta fino alla più cupe e
livide nature morte degli anni della guerra, per arrivare alle opere conviviali degli anni
Settanta. Carlo Levi racconta nei suoi quadri il sud della povertà e della ricchezza
culturale, ma anche la ricchezza dei colori della natura.
Accompagna la mostra un dépliant in cui è riportato un passo dell’articolo di Carlo Levi dal
titolo Non toglieteci il pane – pubblicato la prima volta sul quotidiano torinese La Stampa
nel 1959 – che anticipa la sua battaglia in Parlamento contro una legge del 1965 che
prevedeva la chiusura dei forni a legna e l’adozione dei forni elettrici. L’ostinazione di Levi
permise di salvare l’uso della cottura tradizionale a legna per cuocere il pane casareccio e
la pizza.
La mostra sarà visitabile fino al 10 gennaio 2019, nei consueti orari di apertura al pubblico
del Museo [Lunedì – Domenica 9.00-20.00; Mercoledì 11.00 – 20.00].
Per maggiori informazioni consultare il sito istituzionale del Polo Museale della Basilicata
www.musei.basilicata.beniculturali.it e la pagina FB Palazzo Lanfranchi.
Matera, 28 novembre 2018