Quei tre ”nuovi” cimeli… che raccontano l’ anima dell’Urss

Quando arrivano al Museo della Resistenza e del Comunismo di Matera, amorevolmente seguito e gestito dal direttore Francesco Calculli, è un po’ una festa che riannoda il filo dei ricordi di persone, momenti, episodi di una esperienza, di una ideologia di un grande popolo, che ha scritto nei fatti tante pagine della storia del Novecento. Sono i cimeli custoditi gelosamente da compagni e compagne per anni, posseduti dalla prima ora o ereditati, passati di mano e che oggi, dopo una visita al Museo di Matera o perchè ne hanno sentito parlare, li hanno donati ”volentieri” a ”tovarish” Francesco perchè sanno che saprà custodirli e offrirli alla memoria collettiva. E’ così è stato per gli ultimi tre cimeli arrivati al Museo: la coccarda dell’emulazione socialista, la lampada da tavolo dedicata alla vittoria dell’ URSS sul nazifascismo, i soldatini dell’Armata Rossa. Esemplari, proveniente dalla collezione di un appassionato della storia dell’ex Urss come Edoardo Kucich, che raccontano storie diverse, mostrati e posseduti con fierezza da grandi e piccini…a giudicare da una serie di soldatini che, immaginiamo, hanno incantato il soldato dell’Armata Rossa e i giovani pionieri. Pezzi che si aggiungono alle centinaia di documenti, medaglie, manifesti, dischi, bandiere, giornali, che ripercorrono la storia del Comunismo.

Ma c’è dell’ altro che campeggia con temi e colori diversi sui muri della nostre città a celebrare eventi, che hanno fatto la storia dell’Umanità. Come non ricordare le missioni per la conquista dello Spazio e le missioni dello Sputnik? Edoardo Kucich, autore di murales o writer se vi piacciono gli anglicismi, con un altro autore del genere come Gabriele Guareschi, ne ha realizzato uno davvero splendido su un muro a Torino. Una riproduzione in scala è al Museo di Matera. Per viaggiare nella memoria e nella storia di quella che è stata per tanti, legati alla bandiera rossa con la falce e il martello, alla “grande madre” russa.

IN VISTA DELL’ESTATE NUOVI SIGNIFICATIVI E IMPORTANTI CIMELI PER IL MUSEO DEL COMUNISMO E DELLA RESISTENZA.
La lunga vita degli oggetti sovietici. Quando la street art celebra il mito spaziale dello Sputnik. di Francesco Calculli.
Visitare il “Museo del Comunismo” è un excursus storico originale che rappresenta senza dubbio un modo nuovo di conoscere la società e la cultura dell’ URSS. Il pubblico entra in osmosi con “la vita privata degli oggetti sovietici“ che diventano protagonisti della narrazione museale semplicemente perché in epoca sovietica facevano parte della vita di ogni giorno, proponendo al visitatore un percorso storico nuovo e fruibile, una riflessione su come le cose non siano solo mero strumento o semplice oggetto, ma rappresentino anche l’anima e l’identità di un popolo. Questo è possibile perché il nostro museo nasce non come luogo in cui esibire un sapere grigio, ma come un luogo in cui costruire relazioni in grado di instaurare un coinvolgimento personale, di toccare i cuori di chi ascolta, come un insieme di storie, piuttosto che come verità assoluta. Significa, in altre parole, quel modo di concepire il museo come “narrativo” : un laboratorio di vita, che riesce a costruire dei racconti, rigorosi scientificamente, che esaltano la ricchezza , la complessità del patrimonio e ne amplifica i significati e li aggancia al vissuto di ciascuno partendo dagli oggetti che conserva ed espone. Il Museo del Comunismo e della Resistenza in questo senso apre la stagione culturale estiva con la presentazione di tre importanti cimeli che assurgono a simbolo dell’ Unione Sovietica e, ancora meglio, dell’uomo sovietico: la coccarda dell’emulazione socialista, la lampada da tavolo dedicata alla vittoria dell’ URSS sul nazifascismo, i soldatini dell’Armata Rossa Si tratta di tre magnifici cimeli la cui rilevanza è consistita non tanto nello stile o nella forma che li ha caratterizzati, quanto nella dinamicità del rapporto diretto con i fruitori. Non semplici oggetti quindi, ma cose che hanno rappresentato qualcosa per l’uomo sovietico diventandone “complici o compagni di strada, o anche giocattoli per educare i giovani pionieri leninisti allo spirito dell’ideologia comunista e alla devozione nei confronti della Patria Sovietica”.

La Coccarda – fascia da parata “dell’emulazione socialista” in pregiata seta Atlas, originale anni 70/80, era un premio statale dell’Unione Sovietica e veniva assegnata ai lavoratori che superavano la produzione o giornaliera o mensile rispetto alle direttive di produzione emanate dal GOSPLAN, (il Comitato statale per la pianificazione economica nell’ URSS), per l’attuazione di una serie di piani quinquennali che hanno diretto l’economia sovietica dal 1928 al 1991. Le assegnazioni della coccarda ai lavoratori “stacanovisti” erano gestite dal Consiglio ( o Soviet) centrale dei sindacati di tutta l’Unione.

La rarissima lampada “LA MADRE PATRIA CHIAMA!” realizzata in URSS nel 1985 per il 40° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica ( WW2).
All’interno ci sono cinque lampadine: tre che illuminano l’immagine della colossale statua allegorica di Volgograd (fino al 1961 chiamata Stalingrado), conosciuta anche come Statua della Madre Russia, restano fisse, mentre le due lampadine dietro la scritta in cirillico si accendono volutamente ad intermittenza. Dieci Soldatini in plastica di grandi dimensioni (H 10 cm) prodotti in URSS negli anni 70/80, e rappresentanti i membri dell’Armata Rossa. Sono presenti un soldato di fanteria , un marinaio, un carrista, e un generale. I cimeli provengono dalla collezione personale di Edoardo Kucich, uno degli street artist più conosciuti in Italia, e grande appassionato di Storia dell’ Unione Sovietica, preferendo la storia civile a quella militare.

« Attualmente sto studiando e approfondendo l’era spaziale sovietica ed il culto dello stacanovismo, – dice Edoardo – infatti la maggior parte dei miei oggetti sovietici sono specifici di queste tematiche.

» Sono molti i meravigliosi murales realizzati dal bravo Edoardo e da Gabriele Guareschi; in particolare, Torino ospita uno dei loro murales più belli in assoluto. Si chiama “Lo Sputnik”, che celebra il lancio del primo satellite artificiale, mandato in orbita dai sovietici intorno alla Terra nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1957, e che diede il via alla corsa allo spazio. Edoardo Kucich ha deciso di donare il quadro con la stampa firmata numero 1 proprio di questo murale alle collezioni del nostro museo, che ogni anno lavora per migliorare la qualità dell’offerta culturale, e si riconferma un fiore all’occhiello del panorama museale lucano per il quale andiamo fieri.

Cos’è la Wasp
La WASP, acronimo di “Writing And Sketching Projects”, è una crew nata a Torino nel 2007 ed è attualmente formata da Edoardo Kucich alias Eddyone e Gabriele Guareschi alias Ride, entrambi con esperienze precedenti nella scena graffiti-writing italiana.
Nel 2015 cominciano a sperimentare tecniche e stili diversi dal classico binomio puppet/lettering, utilizzato per quasi un decennio e tipico della disciplina del graffiti-writing, alla ricerca di un linguaggio personale sia dal punto di vista estetico che ideale.
Il nuovo percorso li porta ad identificarsi e a far parte di quella che diventerà la scena della “street art” italiana, partecipando ad eventi nazionali ed internazionali.
Dal 2015 in collaborazione con l’associazione “Alternative Karming”, organizzano a Chivasso(TO) il Festival di street art “Urban Art Field”, manifestazione che porterà in Piemonte artisti di calibro internazionale e che, ad oggi, è arrivata alla sua terza edizione
includendo nel progetto circa 10 tra città e paesi della regione. Da circa un decennio sono iscritti e partecipano attivamente al progetto “Murarte” del comune diTorino, che dal 1999 si impegna nella valorizzazione e nella promozione dell’Arte Urbana.

Esposizioni -Torino, Museo di Arte Orientale, MAO meets Urban Art, 2020.
-Vercelli, Progetto VIA- a cura del Museo di Arte Urbana di Torino, 2019.
-Settimo Torinese,Ecomuseo del Freidano, esposizione personale MELTING SPOT, 2019. – Venezia, Fondazione Bevilacqua la Masa – Palazzetto Tito, “Passione bi-polare” ,2019.
– Bergamasco (AL), Casa Debandi, “Spazi di Memoria”,2019.
– Torino, Cinema Massimo, live painting durante Cinemambiente ,2019.
– Torino, Saletta azzurra dell’Accademia Albertina, “Immaginare il futuro- arte e sostenibilità, 2018.
-Torino, Palazzo della Regione, “Nel Paese dei Lestrigoni, 2018.
OPERE IN COLLEZIONI PERMANENTI
– Torino, Museo di Arte Urbana, realizzazione di un’opera permanente per la collezione del Museo, intervento previsto per agosto/settembre 2022.
-Torino, Museo di Arte Orientale , “Cavallo celeste”, 2020.
-Scicli (RA), Pinacoteca di Palazzo
– Beneventano,”La Rifrazione”, 2020.

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