Coincidenze? Ma abbiamo avuto tempo e tranquillità per ascoltare nella giornata ” distanziata e on line” dedicata alla musica il long playing con l’immagine simpatica del zappatore bronzeo che ascolta in cuffia i suoni del passato, rielaborati nel presente e consegnati al futuro. E così ” Le campane di San Francesco”, “Festa”, “Transition” e “Palombaro” sono i titoli e i percorsi sonori che per 40 minuti buoni si susseguono senza posa nel lavoro riassuntivo del progetto ” Suoni del futuro remoto ” , realizzato dall’Onyx jazz club con un progetto sostenuto dalla Fondazione ”Matera -Basilicata 2019′. Un lavoro ‘ che ha avuto il merito di legare realtà ed esperienze diverse nel solco della ricerca e di un lavoro di sintesi che meriterebbe di essere ripreso e allargato. le nozze con i fichi secchi si possono anche fare, ma l’esperienza non sazia e l’effetto non sarebbe dei migliori. Meglio attendere che ritorni un periodo di vacche grasse. Del resto abbiamo ancora negli occhi la coinvolgente serata finale del settembre 2019 in piazza Vittorio Veneto , con un concerto davvero indimenticabile che meriterebbe di essere riproposto. Quando? Ma a settembre 2020. Casse e casseruole vuote. Anzi, queste ultime potrebbe suonarle con la maestria che sappiamo Rino Locatore. A Gigi Esposito il compito di rimboccarsi le maniche facendo leva su volontariato e su quanti finora a parole parlano ”a vacant” , a vuoto, di turismo di prossimità, di cartelloni senza mettere mano a progettualità, coscienza e portafogli. Piazza san Francesco d’Assisi attende il bis con i suoni del presente..
PER QUANTI VOGLIONO RICORDARE

Matera i “suoni del futuro remoto” con Fresu, Locantore e Onyx