L’eco di via Tommaso Stigliani, che porta il nome di un grande poeta materano del Seicento, ha raggiunto i gradini dell’ex Cinema Quinto (al quale è subentrato l’Archivio di Stato) che chiuse i battenti nella Prima Repubblica con il trascinante film musicale ” The Blues Brothers” con John Belushi e Dan Aykroyd. Ricordi che non potevano non prendere il poeta e professor Carlo Abbatino e quanti hanno avuto modo di assistere agli spettacoli in programma e ad altri eventi culturali, come abbiamo avuto modo di riportare nel servizio
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Per Carlo la memoria va agli anni Cinquanta.” Via Tommaso Stigliani – dice il poeta della Città dei Sassi e con un archivio della memoria che spazia anche nel mondo del pallone della Materacalcio-mi è stata sempre “simpatica” in quanto ho visto scaricare ettolitri di acqua argillosa, dal cantiere per la costruzione del Cinema Quinto. E quando il cinema fu completato facevano scena le aperture delle finestre, soprattutto d’estate. Ne ho vivo il ricordo quando per l’accesso in Galleria si salivano le scale a destra e a sinistra. Ricordo con grande simpatia quando presi in fitto le vetrine, che stavano ai lati di accesso alla galleria. Due spazi in cui esponevo le scarpe di qualità del negozio dei miei “Laviero” .Ricordo con simpatia la figura di un Ciccillo, venditore di gassose e bibite diverse” E poi voglio ricordare che i film di successo si proiettavano dal venerdì alla domenica. Posso dire che sono stato un frequentatore assiduo del cinema tanto é che ricordo con simpatia a memoria e con voce imitante la rubrica “prossimamente su questo schermo” , che annunciava Toto’e…. Oppure I film “Sansone e Dalila” e via elencando. E poi con tanta commozione il personale del cinema, come l’operatore Giuseppe Appio detto ”Peppino la cabina” che assicurava la proiezioni anche quando capitava che la pellicola si spezzava. Pochi minuti, una fumata di sigaretta e poi via…E qualche volta, visto che il film piaceva, mi vedevo anche il secondo spettacolo”.
Altri tempi. Carlo ricorda con ‘forte simpatia” Sarra, il bigliettaio dell’Arena Italia, posta in via Amendola. “Il cinema -conclude Abbatino- ha dato un valore aggiunto alla città che poteva contare oltre che sul Cinema Impero, ubicato nel Palazzo dell’Annunziata, sul cineteatro Duni, anche su strutture all’aperto con l’Arena Italia, che terminava di fianco al Sacro Cuore, il cinema Orfeo in via Annunziatella di fronte al Consorzio di Bonifica. Ricordo che l’Arena Italia aveva la pavimentazione in brecciolina. Mentre l’Orfeo quella in cemento. Una sola vota è capitato che nel corso di una proiezione venne giù un nubifragio. Proiezione sospesa e la direzione si attivò per un rimborso con un biglietto per ingresso alla serata successiva”