Come sempre e in punta di penna, Pasquale Tucciariello, animatore del Centro studi ‘’LeoneXIII’’ tira fuori utili spunti di riflessione su questioni sociali non di poco conto come l’educazione che aiuta e non poco a capire come mai assenza di rispetto, umiltà di ascoltare, confronto, esasperazione sono diventate prassi di una società protagonista della mal-educazione. Ma c’è chi ‘’dalle nostre parti’’ insiste sulla buona educazione, nel solco di un ottimismo e di una formazione, che hanno radici lontane e il libro di Emanuele Vernavà “La responsabilità di essere EDUCATORI” è un utile vademecum per gli insegnanti e non solo a continuare nel compito missione che li attende. Serve anche un pizzico di saggezza popolare come ripeteva quel detto stringato ma efficace “ Mazz e panell fann i figli bell’’ . Un rimprovero, uno scapaccione quando occorre aiutano a formare e a crescere o come scrivono e dicono i pedagogisti “genitori, imparate a dire di No…quando serve’’. Parole sante. Anche questa è educazione, ma senza eccessi.

Qui “Educazione”, di Pasquale Tucciariello
Da queste parti si fa educazione. A volte non si comprende bene perché si vuole insistere ad educare. L’uomo sbaglia e lo educhi, offende e lo educhi, pecca e lo educhi, uccide e lo educhi. La società italiana fa ogni sforzo per recuperare alla cittadinanza anche il soggetto che si è macchiato di crimini efferati, di violenze inaudite, di oscenità spaventose sicuramente perché al fondo di ogni intervento di recupero vi è il concetto secondo cui il soggetto è persona portatrice di valori umani non negoziabili, è immagine presente riflettente altra immagine ed altre ancora a vantaggio di un tempo storico incerto quanto si vuole per i cambiamenti anche imprevedibili, ma pur sempre un’era vitale portatrice di certezze. Difatti siamo certi della possibilità di una educazione possibile per ogni persona ed ovviamente della responsabilità che la accompagna. È un ottimismo della persona non strategico, ma innaturato nella portata dell’uomo. Il pessimista non può fare educazione. È meglio che cambi mestiere. Nel corso del suo pontificato Benedetto XVI ha parlato spesso di emergenza educativa. Noi che lavoriamo sul campo sappiamo bene quanto veritiera sia la sua preoccupazione. E anche per questo il Centro Studi Leone XIII e la rivista-laboratorio “Quaderni di incontri e dialoghi” da esso edita accolgono con favore il presente studio del prof. Emanuele Vernavà “La responsabilità di essere EDUCATORI”. Chi leggerà, troverà non didattiche indiscutibili o dogmi pedagogici intoccabili. Le verità educative non esistono indipendentemente dalla prospettiva di chi le considera tali. Chi leggerà troverà invece lo sforzo di ricerca da parte di chi ha dedicato la sua vita ed il meglio delle sue energie intellettuali per l’insegnamento e per la scuola, troverà la certezza di una possibilità educativa e poi percorsi, e riflessioni, e strategie, e argomentazioni, e sofferenze, e impeto, tutte condizioni rese possibili per chi – insegnante – si lascia trascinare dalla sua natura di persona volta verso la persona.
Pasquale Tucciariello