Quante domande di teologia nel viaggio con Cristina

A farlo è Pasquale Tucciariello che,alla stregua di Emilio Salgari, autore novecentesco di tanti libri di avventura su Sandokan eroe delle Indie e dintorni, non si muove da casa. E preferisce attraccare, pagina dopo pagina, nei porti dell’anima indicati dalla mappa teologica ” Flos Sanctorum ” di Cristina di Lagopesole. Sono, traducendo dal latino, ” I fiori dei Santi” che sbocciano domanda dopo domanda e lasciano il profumo dello stupore. Uno per ogni Santo e con un nome con le radici del significato. Uno spunto di approfondimenti. E la lingua latina, madre di quella italiana e non solo, è un patrimonio di memorie che aiuta a farlo: da Francesco a Chiara, “patroni” del Bel Paese, con un campanile, un edicola votiva che hanno lasciato il segno del loro passaggio.

In viaggio con la penna.
Sono tra i pochi, o i molti non so, che non amano viaggiare per conoscere le cose. Noi le conosciamo altrimenti, o almeno ci accostiamo alla conoscenza per trasferimento – la metafora – ove navighiamo indossando vesti da comandante, o in forza allo stato maggiore o semplicemente addetti ai servizi mentre ci lasciamo andare avanti magari guidati da altri e comunque siamo nave – pensiero – che trasporta trascina conduce altrove. E tutto accade, e tutto è miracolo “mentre Dio Semina, lo Spirito soffia, Gesù santifica, Maria sorregge: tramite la lode, il cosmo diviene teologico” (Cristina di Lagopesole, Flos Sanctorum, Vol. II, pag. 31). Il discorso su Dio per noi viaggiatori cristiani diviene condizione inguaribile di vita, ogni schema teologico apre orizzonti nuovi e fiumi di saperi che in Cristina di Lagopesole sono “ricerca sofisticata … tra poesia e speculazione teologica tendenti allo stupore” (mons. Ciro Fanelli, in Flos Sanctorum, Vol. II, pag. 13). E’ proprio la meraviglia che dà fascino all’Opera, poesia del creato e di Chi lo ha creato, culto letterario intorno al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. E a Maria, figlia e madre. E ai Santi, profumo del creato. E al creato. “Chi ha gettato le fondamenta e innalzato i monti? Chi ha rivestito la terra? Chi amò tanto l’uomo da farsi Uomo?” (pag. 47), l’Autrice domanda. Lei domanda, lei risponde. Noi, immersi nel viaggio come metafora di vita sensibile empirica spirituale, già avviati su queste piste e in ciò meglio disposti alla proposta e all’esito, percorriamo questi altri sentieri – la conoscenza dei santi e di Maria – accompagnati dalla penna delicata di Cristina di Lagopesole anche con lo scopo di avvicinarci a mete ambìte, lassù, direbbe Plotino, ascesi di vita, ritorno all’Uno.
Pasquale Tucciariello, Centro Studi Leone XIII

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