La foto di Marc Riboud, girataci da Gaetano Plasmati, che raffigura la sedicenne Jan Rose pronta a mettere fiori nelle canne dei mitra e dei fucili dei soldati americani a Washington, ci ricorda la nota canzone ”Proposta” dei Giganti pronti a mettere fiori nei cannoni. Entrambi erano gli anni Sessanta hanno sognato un mondo migliore come tanti, da Joan Baez a Martin Luther King, da Gianni Morandi a Patti Smith a Bob Dylan, ma hanno dovuto fare i conti con gli interessi dell’opportunismo, della grande finanza e del protagonismo dell’intolleranza. La vicenda annunciata dell’occupazione del Campidoglio a Washington da parte dei ”patrioti” del presidente uscente Donald Trump è tra queste. Ma stiamo attenti anche noi, Paesi dai tanti misteri, per i tanti patrioti che hanno sostenuto (ricambiati) dall’imprenditore che ha calpestato la democrazia a stelle e a strisce e il buon senso.

QUELLA FOTO PERCHE’
Fu scattata a Washington, DC, il 21 ottobre 1967. Il sole dell’estate indiana brillava su una vasta e gioiosa manifestazione contro la guerra in Vietnam. C’erano gruppi di studenti radicali, attivisti per i diritti civili, sostenitori del potere nero, liberali della classe media, hippy e impiegati del governo. C’erano teatro, musica, sessioni di meditazione buddista, oltre a tutti i canti, le risate e gli abbracci. C’erano bracciate di fiori da consegnare ai soldati, c’era profumo di marijuana. E c’era, Jan Rose, fervente, idealista, anticonformista. A sedici anni, era convinta di poter cambiare il mondo.
L’immagine sarebbe stata vista in tutto il mondo. Incarnò la non violenza e il dolce volto della gioventù americana. Ha ispirato pacifisti e idealisti ovunque. Era senza tempo, la sua eroina senza nome e senza età… Ph: Marc Riboud.