HomeCulturaQuando a Matera girava 'Ptricc' u' firrvecchj' anche i capelli erano riciclo

Quando a Matera girava ‘Ptricc’ u’ firrvecchj’ anche i capelli erano riciclo

E sì…” Nan s’ sc’ttev nidd”. Non si buttava nulla. Anche una treccia di capelli curata amorevolmente dalle donne materane del secolo scorso che portavano nomi diffusi come Maria, Bruna(naturalmente), Maddalena o dal suono argentino e composto come GiuliaRosa, Maria Rosaria(Maria Sorja) o dal suono deciso come Maria Eustachia (MariaStocck) serviva per barattare qualcosa di utile per la casa.Tegami, recipienti, stoviglie, altro che un avveduto commerciante materano, noto con il nomignolo di ”P’tricc u’ firrvecchj” (Pietro, Pierino robivecchi) che girava la Matera degli anni Sessanta con un asinello e un carretto. Un sistema porta a porta, da economia circolare,del baratto, che aiutava le famiglie a disfarsi di quello che non serviva più in cambio di qualcosa di utile. E Franco Vitulli, con quella passione ”costruttiva” di utilizzare in maniera originale l’intelligenza artificiale, ci propone una pagina di storia del passato. Immaginate il dialogo tra il robivecchi e le donne, con una breve contrattazione all’insegna del ”… Vediamo, cosa hai portato?” e di rimando ” Cosa mi dai in cambio?”. Era il valore delle cose a passo lento, raffigurato da una cartolina d’epoca- reale, edita da Bmg- che raffigura l’incrocio del Pino, con il carrettino e l’asinello di ‘P’tricc’, le strade che conducevano al rione Serra Venerdì inaugurato 70 anni fa con la prima legge sui rioni Sassi.

Scampoli di una economia scomparsa, mutuata in parte dai social e dai mercatini di varia tipologia.Amarcord di una Matera dal cuore contadino che non buttava nulla. Una ”pezza” un rattoppo e lenzuola, pantaloni, camice, gonne e grembiuli duravano e duravano…


Riciclo a tutto spiano, altri mestieri

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