HomeCulturaPubblicato "Dante settecento anni dopo -1321-2021" di Giovanni Caserta

Pubblicato “Dante settecento anni dopo -1321-2021” di Giovanni Caserta

Un 2020 con Dante” è ciò che ci propone il professore Giovanni Caserta, con la pubblicazione del suo volume (impreziosito dall’illustrazione di 20 tavole opera di Franco Carella) “Dante settecento anni dopo -1321-2021”  per i tipi di Villani editore – Potenza, pp. 268, E 14,50.

Una sorta di preparazione a quel 2021, in cui ricorrerà il 700° della nascita del sommo poeta, e che si preannuncia pregno di innumerevoli iniziative per celebrarlo. Si spera anche ed abbastanza in terra lucana.

Un invito accattivante che per molti può costituire anche l’occasione per rinverdire le reminiscenze scolastiche di un autore-pilastro della cultura italica che, con la sua opera principale “La Divina Commedia” è stato il leitmotiv dell’excursus formativo -sin dai primi livelli scolastici- di ognuno di noi.

Scagli un tomo delle sue opere…. chi non ricorda e nega di proferire alla bisogna quell’incipit del primo canto dell’Inferno:  “Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura/ché la diritta via era smarrita“.

Ma se si volesse andare oltre,  la lettura di questo volume  potrebbe essere di grande aiuto. Esso, infatti, ha il familiare approccio di un viaggio/lettura dell’opera dantesca durato quarant’anni, ovvero gli anni che l’autore (per altro autorevole animatore di Giornalemio.it) ha trascorso nelle aule con i suoi alunni, incuriosendoli sull’opera dantesca, discutendola con loro e raccogliendone impressioni e reazioni.

Un “quasi un racconto” con cui viene ripercorso “il viaggio di un uomo cui, nel passare dal peccato alla salvezza, non sfuggì nessun aspetto della vita“.

Ai miei mille alunni, incontrati nei miei quarant’anni di insegnamento, durante i quali Dante fu maestro di vita e di pensiero, viatico per la faticosa ascesa ad essere uomini”, sono -significativamente- le parole con cui il professore Caserta accompagna la pubblicazione del volume.

Riportiamo, a seguire, la nota dell’Editore:

Come da più parti si apprende, il 2021 ricorre il 700° anniversario della morte di Dante. Si preannunciano grandi celebrazioni.

In un momento in cui l’idea di nazione italiana vacilla sotto la spinta di forti quanto preoccupanti regionalismi e localismi, c’è chi pensa di istituire la giornata di Dante, come momento di riflessione annuale intorno al poeta nazionale per eccellenza, che primo, anche nella lingua, lanciò e vigorosamente sentì l’Italia come nazione e come patria. Né si può trascurarlo come modello di virtù morale, civile e politica, campione di libertà nella vita e nell’arte. Tutto lascia credere che molteplici saranno le proposte e riproposte di letture, interpretazioni, progetti…

In questo ambito può apparire immodesta e ambiziosa la sfida che viene, in provincia, da una piccola e giovane casa editrice. Ma noi vogliamo essere presenti.

Sulla provincia, purtroppo, pesano molti pregiudizi, come se dalla provincia non possano venire e non siano venute voci e testimonianze di alto livello e di spiccata originalità. L’emarginazione e l’isolamento possono essere un vantaggio rispetto al coro e alla ricerca di consenso, che spinge a chinarsi al mercato, al successo, alla moda.

Abbiamo, invece, l’ambizione di credere che il nostro sia un viaggio diverso, fatto alla distanza di settecento anni e nella lontananza dai centri di potere culturale, condizione indispensabile per scoprire, fuori del coro, aspetti ed elementi, mai trovati altrove.

Illustrata dalla mano originale di Franco Carella, la nostra pubblicazione è il consuntivo di attenzione e tensione vissute per quarant’anni di lettura, tanti quanti sono gli anni che Giovanni Caserta passò insieme ai suoi alunni, discutendo con loro e da loro raccogliendo insospettabili impressioni e reazioni.

In stile facile, piano, armonioso, quasi un racconto, il volume ripercorre il viaggio di un uomo cui, nel passare dal peccato alla salvezza, non sfuggì nessun aspetto della vita, a tutti ricordando, ad ogni angolo, che ”siam vermi / nati a formar l’angelica farfalla, / che vola alla giustizia sanza schermi” (Purgatorio, XX,vv.123-125).”

 

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
RELATED ARTICLES

Rispondi

I più letti