Sarà l’isola partenopea di Procida la capitale italiana della cultura per il 2022. Per alcuni una sorpresa, per altri che l’hanno visitata uno scrigno di cose da vedere e non solo dal punto di vista turistico. Per la Basilicata e il Mezzogiorno un esempio di riscatto, come Matera capitale europea della cultura 2019, in attesa di rilancio e di nuova progettualità quando la crisi da covid 19 si sarà attenuata. Procida, che sul sito dell’Amministrazione comunale aveva pubblicato una foto che ha centrato l’obiettivo, è nota per la varietà cromatica delle sue case che si specchiano nell’azzurro del porto e per alcune sequenze de ”Il Postino” di Massimo Troisi, girate alla Corricella.

Ma c’è dell’altro tra le cose da vedere, insieme alle spiagge, e da fare muovendosi con ritmi lenti, come i luoghi richiedono. Si comincia dalla Marina grande, l’area del porto, che è un po’ il biglietto da visito di Procida, luogo dello shopping e dove è la chiesa della Pietà che svetta con il suo campanile barocco. Centro storico, la Terra Murata, segnato dalla presenza di Palazzo D’Avalos (un toponimo legato alla storia della poetessa di Valsinni Isabella Morra, che sposò e rimase vedova del marchese Ferrante D’Avalos ndr) e dall’Abbazia di San Michele Arcangelo. Tappa fuori porta per visionare il Casale Vascello,una fortezza medievale. Poi le spiagge, come quella di Chiaia, che si raggiunge percorrendo 182 scalini, e l’Isolotto di Vivara . A un lancio di rete Ischia…Auguri. Nel dossier di candidatura di Procida, incentrata sul tema ” La cultura non isola” , figurano 44 progetti culturali distribuiti su 330 giorni di programmazione tra cui la gestione sostenibile degli eventi, il green deal, l’innovazione sociale ed urbana e il turismo lento,naturalmente. E alle altre concorrenti l’invito a progettare e a insistere. Si erano proposte, ricordiamo,Ancona, Bari, Cerveteri , L’Aquila , Pieve di Soligo (Treviso), Taranto , Trapani , Verbania Lago Maggiore e Volterra. Quest’anno tocca ancora a Parma, capitale italiana 2020, ma il covid 19 ha impedito di attivare iniziative.Nel 2023, come ha annunciato il Ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, investimento d’ufficio per Bergamo e Brescia per sostenerne la ripresa e non solo di immagine per quanto subito dall’epidemia da covid 19. Ci siamo stati e hanno davvero tanto da proporre. Auguri