Le dinamiche promotrici del progetto ‘’Città che legge’’, Antonella Ciervo, Lucia Maffei, Patrizia Orofino e Antonella Padula, si fanno sentire con la consueta efficacia sul silenzio assordante che riguarda la sorte di tanti presidi culturali, a cominciare dalla biblioteca provinciale ‘’ Tommaso Stigliani’’ per la quale è stata attivata una petizione, che dovrebbe – il condizionale è d’obbligo- passare a una gestione regionale.

Si è in attesa di programmi, risorse e, dunque, fatti. Ma finora nulla o quasi e preoccupa la sorte dei lavoratori.

Un problema che coinvolge altre attività, come abbiamo segnalato in precedenti servizi, con il rischio della scomparsa di librerie, edicole, sedi di associazioni a causa di un mercato delle locazioni (spropositato) che preferisce i rialzi per l’insediamento di remunerative attività commerciali e di ristorazione.

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‘’ Cittàchelegge’’ alza il livello delle considerazioni citando un pensiero della giovane Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace nel 2015 che per la sua battaglia per il diritto all’istruzione è stata vittima di un attentato da parte dei talebani. “Non mi importa –ha scritto Malala-di dovermi sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è istruzione. E non ho paura di nessuno”. Le sue parole spiegano molto bene quanto è forte il valore della conoscenza e quanto, in alcune parti del mondo sia ancora un diritto lontano dall’essere conquistato.

E’ per questa ragione –scrivono nella nota- che crediamo sia fondamentale comprendere bene quanto questo aspetto, ormai consolidato per la nostra civiltà, debba essere difeso e tutelato da ogni elemento che ne metta a rischio la sopravvivenza. “Cittàchelegge” si è già impegnata direttamente per tutelare i diritti dei lavoratori della Biblioteca di Matera e di tutti i presìdi culturali messi a rischio da provvedimenti normativi che lasciano aperte falle pericolose. Nonostante le oltre 500 firme raccolte dalla nostra petizione, nulla o poco si muove per questa struttura che merita attenzione mentre in città molte altre realtà, presenti da tempo nel panorama culturale cittadino, scompaiono nel silenzio pesante e colpevole di gran parte della comunità.

Per l’opinione pubblica la chiusura di un’edicola o di una libreria – commenta l’associazione Città che legge- può voler dire poco, può forse ridursi ad un’altra saracinesca che non si alzerà più o ad una porta che resterà chiusa. Per altri, come noi, è invece un forte frastuono, provocato dalla impossibilità di inserirsi in un complesso meccanismo che tende a far scomparire i piccoli, a dotarli di strumenti sempre meno efficaci per contrastare un mercato sempre più teso al ricavo e sempre meno rivolto alla crescita delle menti. Conoscere, informarsi, leggere sono azioni che non provocano invecchiamento ma che, al contrario, aiutano a mantenere vivace la mente e a sviluppare il senso critico nelle comunità.Elementi, questi, che non possono essere sottovalutati e che sarebbe il caso di mettere in atto proprio in questi giorni.La Basilicata e Matera, in particolare, non hanno bisogno di retorica ma di azione concreta, forte e operativa. Siamo certe che in questa città esistono menti pronte a mettersi in movimento. Il nostro appello si rivolge a loro affinchè facciano sentire la loro voce, come la nostra e provochino il frastuono di chi non vuole mettere da parte libri, giornali, riviste, saggi e tutto ciò che contribuisce all’apertura e alla crescita della nostra conoscenza. Matera deve “mangiare“ cultura…. Noi siamo pronte. E voi? ‘’

Una sfida aperta. Matera 2019 è anche questo. Difendiamo e valorizziamo i nostri presidi culturali. Un panino, una birra sono il simbolo di una civiltà fast food che forse sazia il corpo, ma non nutre la mente…