Per una volta niente ”cinepanettoni” per la gioia di appassionati e, ovviamente, di gestori delle sale cinematografiche ma un segno natalizio, della tradizione italica, come il presepe. A realizzarlo, nell’atrio del Cineteatro comunale ” Guerrieri”, l’artista materana Francesca Cascione con una bella ed efficace composizione di statue in cartapesta. I visitatori, naturalmente, hanno subito apprezzato questo doppio esempio della tradizione locale : il presepe e l’arte della cartapesta. E la cosa nelle fattezze dei protagonisti della Natività (Giuseppe, Maria, Gesù bambino e i re Magi) riporta agli ambienti della Palestina, ai tempi di Erode e di Roma, e con un addentellato nella storia del cinema che fino agli Ottanta si è chiamato ”Impero”…Un appellativo meritato sul campo (che ci piacerebbe fosse ricordato con una targa) per i tanti kolossal -da Ben Hur in poi- rappresentati sul grande schermo e poi girati nei Sassi e nel Parco rupestre e oggi, ci limitiamo alla Natività, con il presepe vivente allestito negli ipogei del Sasso Barisano.

Quanto al presepe della brava Francesca auspichiamo che sia un segno di buon augurio per incrementare l’arte e la tradizione presepiale, che ha la sua massima e radicata espressione con l’opera scultorea di Altobello Persio in cattedrale. L’albero va bene, ma – e su questo non ci piove- è estraneo alla nostra cultura. Meglio un simbolo…come ha fatto il signor Cosmo, gestore del Cineteatro, che ha allestito una pianta di ulivo simbolo di pace decorato con nastri rossi e con una vecchia pellicola di celluloide. Quanto alle Luci…ci sono quelle arcinote della Ribalta.Buon Natale a tutti.