Un popolo di santi, poeti, navigatori…e di turisti camminatori alla ricerca di versi in rima o di ”essenze” profonde dell’animo, della natura e del quotidiano. Il luogo comune della tradizione sul popolo del BelPaese, avvezzo a pratiche, usi e ruoli nobili, potrebbe trovare nel rione ”Dirupo” di Pisticci il luogo ideale per mettere insieme poesia, percorsi tematici e voglia di scoprire il cuore antico di un paese suggestivo dell’area basentana. L’idea di recuperare e valorizzare parti in disuso o abbandonate di un centro storico è stata legata finora a progetti di ”borgo albergo”, itinerari turistici e a mostre tematiche temporanee.
A Pisticci, che vanta una buona tradizione poetica, si intende passare dalla parole ai fatti. E così, la giunta comunale guidata dal sindaco Vito Di Trani, ha deliberato la posa in opera di pannelli realizzati in ceramica su cui sono riportate poesie di autori locali al fine di creare, nello storico Rione, un percorso dedicato ai poeti pisticcesi. L’iniziativa rientra nell’ambito della riqualificazione e valorizzazione del Rione Dirupo e su proposta dell’associazione “Arte -Cultura-Tradizione”, la Giunta Municipale ha deliberato.
“L’intervento -riporta una nota del Comune di Pisticci- mira anche a diffondere la conoscenza di alcune opere, pubblicate, di artisti del nostro territorio che ripercorrono la storia, le tradizioni e la cultura della comunità pisticcese, fino a manifestazioni sociali contemporanee”.
L’individuazione delle pareti sulle quali realizzare il progetto e i relativi pareri necessari sono demandati all’Ufficio Tecnico Comunale.
Ricordiamo che nel 2007, su iniziativa dell’assessore comunale Gaetano Dimatteo, strade di Nova Siri marina , vennero dedicate a opere di grandi nomi del cinema come, Federico Fellini, e del bel canto come Luciano Pavarotti.
Idee da replicare e con una toponomastica di dettaglio, che stimoli conoscenze culturali, magari utilizzando alcune opportunità del web – quando funzionano- come Q code e similari. Arte e poesia muovono le menti, per quanti hanno preparazione, spirito critico e voglia di confrontarsi, superando spesso il narcisismo misto a protagonismo e a un pizzico di invidia che aleggia alcuni eventi da cenacolo per eletti.
Aprirsi al pubblico, anche ai turisti occasionali porta il pubblico poco attento, ma che va stimolato, a interessarsi di poesia -aldilà delle rime baciate e dal rancoroso e ripetitivo sentire dei drammi esistenziali.
E’ quanto hanno saputo fare a Matera, a ridosso di ferragosto ”, il blog letterario ” la presenza di Erato”, l’associazione culturale “Community” e il visual artist Donato Fusco con il patrocinio del Comune di Matera e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata, nel chiostro dell’ex ospedale di San Rocco e a pochi metri dalla ”Chiesa degli Artisti”…per una intera giornata, il festival dell’arte e della poesia -ospitato in passato a Tursi- ha trovato nella Capitale europea della cultura per il 2019 attenzione e spazio.
Oltre venti poeti provenienti da varie regioni italiane e, in particolare lucani, calabresi e pugliesi, hanno dato risposte, declamato poesie, presentato le loro sillogi poetiche, parlando del ruolo del poeta oggi e della poesia in Italia. E con loro tanti curiosi, attratti da temi, declamazioni, dalla dizione e dalla etimologia dei versi dialettali che hanno aiutato ad apprezzare le tante sfumature della lingua italiana e di quelle territoriali.
Accanto al palco dei poeti ha destato interesse “Lo scatto della poesia”, presentato da Maria Grazia Trivigno e Salvatore Verde, spazio espositivo con le opere dell’artista tursitano Donato Fusco, attento e sensibile autore che ha presentato un’antologia fotografica, e lavori del pittore Antonio Signorella, artista prolifico alla sua prima mostra.
Particolarmente apprezzato è stato lo spazio dedicato alla musica con l’esibizione dell’eclettico poeta e musicista pugliese Vincenzo Mastropirro, prima del reading finale.
Al festival hanno partecipato inoltre, il poeta, romanziere, critico letterario Dante Maffia, candidato al premio Nobel per la letteratura e medaglia d’oro alla cultura del Presidente della Repubblica, Luciano Nota, insignito della medaglia del Presidente della Repubblica per la sua attività letteraria e l’impegno per la diffusione della poesia (molti dei suoi versi sono stati letti nel programma radiofonico Zapping su Rai Radio 1 e sono presenti nel podcast di Rai Radio 3), Pasquale Vitagliano, poeta presente nelle più importanti antologie letterarie, Anna Maria Curci, germanista, traduttrice e poetessa di elevato spessore e tanti altri tra i quali: Franco Di Carlo, Angela Greco, Giovanni Pistoia, Lorenzo Poggi,Marco Maggi, Francesco Cagnetta, Anna Bertini, Antonella Radogna, Maria Antonella D’Agostino, Francesco Tarantino, Giovanni Asmundo, Ione Garrammone.
Poesia a Matera con una nuova stagione progettuale? Vedremo. Tanti i poeti, alcuni impegnati nell’Associazione ” Matera Poesia” che a luglio ha tenuto all’interno di in albergo la manifestazione “Tre giorni …di Versi” ed è attiva durante l’anno per una serie di iniziative culturali.
Altri preferiscono esibirsi da soli o con altri colleghi con ”reading”, parola di moda, di letture di raccolte e testi e a un pubblico dedicato.
Poche le proposte alternative, che hanno nel poeta della cultura orale, Roberto Linzalone, l’erede di una tradizione che imperversava in cantine, piazze, frantoi e di eventi legati a fatti e personaggi della civiltà contadina. Sporadiche o quasi le letture di poesia dialettale o in lingua che alternano musica classica o jazz con la poesia o con atmosfere di sottofondo.
Ci pensa il teatro a mettere insieme le sette Muse, cominciando da Calliope che ispirava la poesia epica.
Anche a scuola la poesia non sembra trovare spazio. Gli sforzi di mandare a memoria le odi carducciane ” Davanti a San Guido” e, ” San Martino ” appartengo alla storia della prima Repubblica. Poi sono venute le pseudo riforme dei programmi, i decreti delegati, le lavagne multimediali e gli ipertesti che hanno spostato l’attenzione sulle strutture e non su metodi e contenuti.
“Un raglio d’asino con il T’amo o pio bove, che mite un sentimento al cor m’infondi..” ha gettato l’anima poetica del popolo di ”poeti, santi e navigatori” nell’ignoranza manifesta di conduttori e ospiti di trasmissione tv tutti da vedere, ma che sarebbe meglio non sentire.
Sono le ”Odi” ….barbare (riecco Giosuè Carducci) del culturame 2.0 e della digitalizzazione, che ha portato a un futuro diffuso di ignoranza e di protagonismi, che portano a recitare ”a bottone” se si è connessi in tv o in ambiente wireless con la poetica della rete.
“Amore, cuore…I versi della produzione poetica mondiale dagli incarti poetici dei ”Baci Perugina”…. Magari!. Acronimi, copia e in colla del ”vedicosahocomposto” e altre cose amene.
Mah!Restano i “T.V.B” (ti voglio bene) e con tante ”emoticons”, le faccine che tirano fuori il meglio (o il peggio) di espressioni e sentimento.
Nasce, chissà, il festival della poetica 2.0? Giriamo il suggerimento, limiti di creatività permettendo, agli smanettatori delle Muse del XXI Secolo.

