Se Matera 2019, con la sovrapposizione e sovraesposizione di eventi, passati come acqua sulla roccia, è finita negli archivi della storia degli anni europei della cultura, lasciando interrogativi del tipo ” E mo?” e sui conti da fare, ci sono concittadini che la cultura e la promozione della ” Città dei Sassi” la fanno sul campo.

Armati di una macchina fotografica, con tanta volontà in testa e nei piedi di allacciare o riallacciare contatti in quelle parti del mondo poco conosciute o dove, ahinoi, la civiltà dei consumi e del malcostume, è arrivata per fare danni seminando grigiore e infelicità.

Parliamo del materano Gaetano Plasmati, del quale parliamo di tanto in tanto, quando lui ha qualcosa da dire magari per denunciare l’arretramento o l’inquinamento della costa metapontina o per catturare le ultime immagini dell’India https://giornalemio.it/cultura/plasmati-e-lindia-un-tour-di-scatti-in-progress/ o del Tibet , dove risuonano campanelli e mantra dei monaci ”eredi” – come ripete una nota canzone di Franco Battiato (al quale auguriamo di tornare a esibirsi)- della corte degli imperatori della dinastia dei Ming.

La Cina, comunque, è più avanti e ora, come Italia, Corea e un quarto d’Europa, è alle prese con l’influenza da Corona virus. Durante il suo tour che porterà, ne siamo certi, a un lavoro a beneficio di quanti credono e valorizzano gli scambi di collaborazione culturale, ci ha inviato alcune foto.

Paesaggi e personaggi dall’altra parte del mondo tra colori, fede, immagini e tradizioni. A presto Gaetano!