Il buco c’è e si vede. E anche l’attore Michele Placido, nella città dei Sassi per lo spettacolo “Stasera parliamo d’amore”, ha commentato con rammarico che Matera capitale europea della cultura 2019 non ha il teatro .
” Meglio non farlo sapere troppo in giro – ha commentato. Ma il 2019 senza un teatro per il 2019 proprio non ci sta. Mah…”. Un invito a darsi una mossa, individuando un’area per realizzare in tempi brevi un teatro tenda a meno che il Duni non risorga con un investimento e volontà private con un progetto imprenditoriale autonomo. Chissà, tutto è possibile. Sperare non costa niente, nonostante il tempo sia tiranno e poi se ne è sprecato troppo in trattative, proclami, passerelle , progetti rimasti sulla carta.
Le vicende deludenti e illusorie, per quanti con dabbenaggine l’anno alimentate con la sponda dei sette milioni di euro per il ”teatro”, sull’acquisto del Teatro Duni al patrimonio pubblico, sono l’esempio di una assenza di programmazione alternativa ( chiamiamolo piano B) che andava avviata.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Michele Placido, tra versi poetici senza tempo da Salvatore Di Giacomo a Neruda, da Montale a Dante, da Trilussa a Gabriele D’Annunzio con i celebri versi carichi di erotismo della Pioggia nel Pineto, le canzoni di Mina e di Ornella Vanoni interpretate da Daniela Sornatale con le atmosfere dell’orchestra del maestro Manzara, ha offerto spunti anche per dare uno scossone al mondo della scuola e alle istituzioni locali, affinchè lavorino a una risposta alla voglia di fare di teatro dei ragazzi.
L’incontro di sabato mattina, nell’Auditorium, con le scuole e il ”viaggio nella letteratura italiana da Dante ai nostri giorni” ha messo in luce il buon lavoro che alcune scuole stanno portando avanti nel fare teatro o cinema. ”Ma – come hanno lamentato alcune docenti- non abbiamo spazi idonei e occasioni per farlo”.
E Michele Placido ha invitato a passare dalle parole ai fatti. ” Scrivete al sindaco, al Comune – ha detto l’attore di Rionero in Vulture- e chiedete di dare una risposta alle vostre legittime esigenze. Se volete (e lo ha ripetuto più volte) sottoscrivo volentieri quella richiesta”.
Va detto, per dovere di cronaca, che l’Amministrazione comunale ha individuato nel cineteatro Kennedy e nel teatro ‘”Quaroni di borgo La Martella” (su quella struttura abbiamo registrato varie perplessità) i luoghi dove poter dar spazio alla creatività del teatro amatoriale e scolastico. La cosa è fattibile, probabilmente nel 2018, ma non conosciamo contenuti e contorni ”gestionali” delle strutture. E con i ”fichi secchi” le nozze non si celebrano, come ripete un antico adagio. Peccato che in sala, come è prassi, quando ci sono spettacoli teatrali non ci fosse nemmeno un amministratore o consigliere comunale. L’auspicio è che, come accade leggendo questo servizio, qualcuno si dia una mossa tanto più che è arrivata la ”Sera e maggio”, ispirata a una celebre canzone napoletana, ripetuta in tanti discorsi dal sindaco Raffaello De Ruggieri.
Passato, strategicamente, lo scoglio del voto di bilancio, formatasi una nuova maggioranza con il supporto trasversale del Pd, grazie al lavorio di quanti hanno un piede in più scarpe , e prossime la giunta dell’azzeramento “pilotato” dopo le primarie del Partito democratico, occorre ripiegarsi per affrontare vicende di non poco conto.
Ma non è solo il Comune, dall’organico sottodimensionato e carente sul piano qualitativo e quantitativo , a doversi impegnare di più. Altri soggetti della realtà territoriale devono svolgere una azione di stimolo nei confronti degli Enti locali, con un fronte comune come le associazioni teatrali e culturali, per una politica di interventi e di programmazione che crei le condizioni per far crescere il settore a cominciare dai contenitori culturali.
L’esempio della Regione Puglia, citato da Michele Placido, è esemplare. Si deve all’ex presidente della giunta regionale, Nicky Vendola, se la Puglia può contare su 55 teatri. E due apriranno in realtà difficili, e di disagio sociale giovanile, a Brindisi e a Cerignola( Foggia) per ospitare scuole di teatro e cinema europee. E tutto con fondi dell’Unione….
” Il teatro – ha detto Placido- non si inventa, si fa, lavorando con professionalità’‘. Giriamo suggerimenti e provocazioni oltre che ai pochi e rari amministratori illuminati, anche alle comparse, ai burattini, alle teste di legno del teatrino della politica, di ”bassa lega”, che ci sta facendo arrivare impreparati all’appuntamento del 2019 senza teatro.
Pessimismo? Ma no. Siamo realisti e poi, personalmente, sono ”Franco” di nome e di fatto. Gli applausi a fine serata vanno alla lezione sull’Amore …per il teatro di Michele Placido e alle atmosfere create da uno spettacolo dalla doppia valenza, che ha lanciato tanti ”sassi” nello stagno delle cose da fare o rimaste a metà.
Attendiamo Michele Placido con Pirandello e magari nel nuovo teatro di Matera 2019. Cerchiamo ”Sei Personaggi” che sappiano realizzarlo.

