Fiamme cremisi, quelle dei bersaglieri, che il ” Vate” , Gabriele D’Annunzio, celebrò con versi di forte intensità patriottica e che trovarono nell’esperienza di Fiume e della breve parentesi repubblicana un momento alto di condivisione tricolore.

Una pagine di storia italiana, tra irredentismo e voglia di essere protagonisti, che abbiamo trovato a Palazzo dell’Annunziata, a Matera, per la mostra storica sui fanti piumati organizzata dal Museo di Porta Pia in occasione del 67° raduno nazionale del corpo. E del resto, accanto alle breccia di Porta Pia che fecero crollare l’ultima diaframma risorgimentale per l’Unità d’Italia, non potevamo che trovare i versi di un poeta e scrittore che portò all’ennesima potenza la Cultura italiana di inizio Novecento.

Ne citiamo alcuni, incorniciati, nei locali dell’ex Mediateca e ora destinati a spazi informativi e divulgativi dell’Azienda di promozione turistica, che si distinguono per profondità e con una prosa che esalta valori dimenticati:

La mia ruota in ogni raggio è temprata dal coraggio.
E sul cerchio, in piedi, splende la Fortuna senza bende.
(Ai Bersaglieri ciclisti il loro fedele e fiero Sergente fiumano)”
“All’Ottavo reggimento di Bersaglieri in memoria de suoi Eroi di Paradiso segni d’essere assunti nella milizia paradisiaca di Dante

Eccoli, Dio d’Italia, i nostri morti Aeternum parantur virtute”

“Il valore rise come il fiore sboccia”

“Misero quel popolo che non si riconosce nei suoi eroi

Nel solco del patriottismo più spinto l’ esortazione a resistere e a non cedere il suolo natio. “Bersaglieri, le vostre piume abbrustiate al fuoco delle più belle battaglie, le vostre piume che ondeggiarono al turbine ardente di Santa Maria e del Mrzli, del Vodice e della Bainsizza, dell’Altipiano di Vittorio Veneto, stanno per essere tarpate da chi umilia, vitupera, distrugge in Italia tutto quello che fu l’onore e l’insegna del combattente vittorioso. Piume d’Italia, settembre 1919. Gabriele D’Annunzio.


E con i versi del Vate non potevano non citare ”Tutti eroi o il Piave o Tutti accoppati‘!’ del fante Ignazio Pisciotta che campeggia nel museo storico dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra di Matera, diretto dal professor Francesco Lisanti, che ha portato nella mostra alcun cimeli. Colpisce la lettera del prigioniero di guerra Antonio Di Leo, inviata alla famiglia dall’Africa il 1 gennaio 1942.

Ma sono i Bersaglieri con le divise d’epoca, lo spazio dedicato al generale La Marmora e al suo celebre decalogo, fino alle diverse missioni di pace cominciate nel 1982 in Libano con i caschi bianchi, le piume e i fazzoletti cremisi, a caratterizzare una mostra davvero interessante, che ha portato a Matera un pezzo di storia, patriottismo e tanta ottima cultura del passato.

E D’Annunzio, per quanti ne hanno apprezzato o apprezzano l’opera, hanno visitato a Pescara la Casa Museo o si sono recati al ” Vittoriale degli italiani” nella villa museo di Gardone Riviera (Brescia), ci conferma intatta l’anima di una Italia fatti di tanti buoni valori (alcuni irruenti…) che il BelPaese dei mediocri e degli opportunisti ha messo, frettolosamente, da parte.