Si può dire tutti o quasi della Prima Repubblica, ma non che gli atti non venissero redatti su questo o quell’argomento per la presenza di quei comitati di controllo sugli atti amministrativi, che facevano venire fuori puntualmente violazioni o dimenticanze. E così per gli atti di consiglio in materia di urbanistica, lavori pubblici come per la dedicazione di una strada, di una biblioteca o per ergere un monumento. Così fu per l’ex sindaco e poeta di Tricarico, Rocco Scotellaro, al quale la giunta comunale -guidata dal sindaco Michele Molinari- con tanto di delibera gli dedicò nel 1970 la biblioteca comunale. I consiglieri del gruppo di minoranza “La Ginestra”, dei quali sintetizziamo una nota, hanno cercato negli archivi comunali e hanno tirato fuori la delibera del ”Carta Canta”. I fatti sono quelli e la motivazione addotta dal sindaco Antonio Melfi non è veritiera, circa l’assenza di una delibera di intitolazione a Rocco Scotellaro che l’hanno portato poi alla scelta della poetessa Laura Battista. E mo’? Passo indietro o compromesso? Attendiamo ripensamenti e sviluppi.

La nota in sintesi de ”La Ginestra”: le bugie del sindaco Melfi

“Le paradossali vicende a cui stiamo assistendo in questi giorni a Tricarico, hanno dell’inverosimile per la maggior parte dei Tricaricesi-riporta la nota della Ginestra-In ossequio alla sua strategica filosofia “l’essenziale è che si parli di me …. non importa come”, già sperimentata nel periodo 1995-2001, il sindaco Melfi ha iniziato a distruggere a proprio piacimento ciò che altri con tanto impegno e fatica hanno creato, come avvenuto per il “Centro di Documentazione Rocco Scotellaro e la Basilicata del secondo dopoguerra” che da anni costituiva un riferimento per tutti gli studiosi della figura di Rocco Scotellaro e delle sue opere, sostituendolo con una scatola vuota: il “Centro Studi Rocco Scotellaro e la Basilicata nella storia del Mezzogiorno”..… che bel momento di autoesaltazione il taglio del nastro insieme a Michele Placido sulle ceneri del centro di documentazione distrutto”
Successivamente nell’ultimo Consiglio Comunale -continua la nota-intitolava alla poetessa Laura Battista la Biblioteca Comunale infischiandosene del fatto che la biblioteca fosse già intitolata a Rocco Scotellaro.E a supporto di questa scelta La Ginestra cita un comunicato stampa del 28 novembre 2018, con il quale il sindaco A. Melfi ribadiva quanto già affermato in Consiglio Comunale del 16 novembre 2018: “La biblioteca Comunale non aveva un nome… fu biblioteca comunale solo nel 1998… e che negli anni 1997-99 ho messo mano alla cadente tomba del poeta”. Da qui la citazione della “Delibera di Consiglio Comunale n. 35 del 23 aprile 1971 (Sindaco Molinari) che ratificava ad unanimità di voti la Deliberazione di Giunta Municipale n. 175 del 01 dicembre del 1970 avente ad oggetto “INTITOLAZIONE DELLA BIBLIOTECA COMUNALE A ROCCO SCOTELLARO”. La stessa Delibera di Giunta-ricordano i consiglieri richiama l’istituzione della biblioteca già nel 1967, e non come sostiene falsamente il sindaco Melfi di averla istituita nel 1998, così come ingiustamente si attribuisce la riparazione del monumento funebre di Rocco Scotellaro, commissionata invece dall’Amministrazione Provinciale di Matera grazie all’impegno dell’ora presidente del Consiglio Rocco Rivelli ed i quali lavori furono effettuati dal CRR di Picerno”. Poi la presa di distanza dalle accuse di ignoranza rivolta a quanti ” hanno da sempre asserito che l’intitolazione a Rocco Scotellaro era avvenuta con una regolare Delibera di Giunta Municipale e ratificata da delibera di Consiglio Comunale”. E il ricordo di quanto affermato dal sindaco Melfi in campagna elettorale: “se non sarò eletto sindaco, non andrò via da Tricarico, ma sarò in Consiglio Comunale baluardo della legalità”.
“Bene!- concludono i consiglieri del gruppo ”La Ginestra”. Oggi è l’opposizione chiamata a svolgere tale ruolo usando tutti i mezzi disponibili, visto che con gli “ignoranti, incapaci, rancorosi” in Consiglio Comunale egli rifiuta ogni confronto”