E del resto viene immediato rispondere e concludere con un convinto ”Sì” all’Italia chiamò…del canto degli italiani. Non va silenziato e né cancellato come vorrebbero certe mode o forzature recenti. A confermarlo il maestro Fulvio Creux, che ha partecipato di recente a Ferrandina a una qualificata e seguita edizione del ”Fiat Festival”. Il maestro, tra l’altro, è di casa nella città aragonese e vanta legami con un illustre concittadino, appassionato di musica, come il professor Francesco Lisanti già presidente dell’Amministrazione provinciale di Matera. Nella seconda metà degli anni ’80 il maestro Creux, figura di notevole spessore musicale, venne nominato proprio da Lisanti componente della commissione esaminatrice dei candidati, che entrarono a far parte della costituenda orchestra della Provincia. E qui l’inno degli italiani ci sta tutto, con la nota più alta del ”Sì”

LE RIFLESSIONI DI FRANCO LISANTI AL FIATI FESTIVAL
“…Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte, l’Italia chia mo’, Si, L’ha cantato il nostro Inno Nazionale il numeroso pubblico presente in piazza Plebiscito, nella serata conclusiva del “Fiati Festival, dopo aver ascoltato i brani musicali eseguiti dall’Orchestra di Fiati e cori diretti con maestria da Fulvio Creux. E proprio la presentazione de brani è stata un vera e propria “Lectio magistralis” dello stesso maestro. Il numeroso pubblico presente ha prestato viva e interessata attenzione alla presentazione dei brani del concerto, in occasione dell’ ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana. Ogni persona presente si è immedesimata in ogni brano musicale, di cui Fulvio Creux ha evidenziato la cornice storica in cui lo stesso brano è stato ideato, l’ispirazione e le motivazioni che hanno accompagnato gli autori nella composizione della” Grande Symphonie Funebre et Triomphale di Berlioz, della Sinfonia della Norma di Bellini.delle marce di Donizetti, Rossini e Ponchielli, dei cori del Nabucco , I Lombardi alla prima Crociata e dell’Inno di Mameli. Su quest’ultimo Creux ha fatto una precisazione, a proposito del”SI”finale che và suonato e cantato, diversamente da chi sostiene il contrario. Successivamente, in un incontro personale ha maggiormente precisato che non esiste alcun articolo di legge che afferma espressamente che il “Si” finale non debba essere pronunciato. Nel manoscritto del testo di Mameli il “Si’non compare. Nello spartito autografo di Michele Novaro, invece, il “Si” è presente. Poiché la legge del 2017 riconosce sia il testo di Mameli, sia lo spartito originale, altri ritengono che debba prevalere il testo di Mameli. Quindi, se qualcuno afferma che la legge vieta di pronunciare il “Si”,questa affermazione non è corretta. A mio parere, il dibattito sul pronunciamento del “Si”, al di là della normativa di legge, trova una risposta nell’entusiasmo che accompagna il finale dell’Inno, a significare che chi lo canta pronuncia il “Si”, come giuramento di amore alla Patria.
Franco Lisanti

