Tranquilli. Si tratta di un giallo sapientemente scritto con i ritmi giusti dal materano Luca Catoggio, legato alla Città dei Sassi, dove torna periodicamente . E con le radici ben salde dove ha vissuto, gioito, sofferto, lasciando ricordi da preservare tra quanti con lui hanno condiviso l’esperienza di borgo La Martella nel 1954, come racconta in ” Casomai” . Il libro, di una infanzia e di una vita cominciato con l’arrivo a Matera del papà postino, che ha presentato insieme a ”Il Generale” il 1o settembre a Armento ( Potenza), città di provenienza dei Catoggio. Un cognome, e non è il solo,che ha destato – ricorda l’autore- incomprensione sulle inevitabile storpiature. Molto spesso, ho dovuto ripeterlo o correggere il modo di dirlo. “No, con la gi – scrive Luca- non la ci; una sola ti, senza la erre. Per non dire di come, presentandomi a voce alta, tanti si siano voltati a guardare che aspetto potesse avere uno con quel cognome”.

Ma poi le cose cambiano e si diventa materani militanti, entrando nel cuore della festa più attesa e amata dai concittadini , tanto da immaginare cogliendone aspetti, suggestioni, situazioni, un giallo che meriterebbe una trasposizione teatrale o cinematografica. Abbiamo letto il lavoro e riteniamo che a qualcuno potrebbe interessare. Ma veniamo al ” Generale” Eustachio Dragone, uomo tutto d’un pezzo, in carica ma a riposo forzato dopo una malattia invalidante che lo ha costretto a casa, dove trascorre gran parte del tempo seduto in poltrona a guardare la tv o il passeggio. All’interno di un condominio dove vivono famiglie che conosce da tempo e che in qualche modo avranno a che fare, con il suo omicidio. Un colpo di pistola al cuore sparato da ignoti, fuggiti nel nulla o quasi…
Spetterà a un commissario di Polizia di origine napoletane e tifoso del Napoli, che fuma Gauloises, dipanare il bandolo della matassa, nonostante i tentativi del Questore (un milanese) di indirizzare l’inchiesta per la ricerca del colpevole sul piano politico…verso i giovinastri contestatori pronti ad ”assaltare” l’ordine costituito. Ma il commissario è capatost, come si dice dalle nostre parti, è ha fiuto oltre che per il tabacco anche per quell’impareggiabile piatto di parmigiana preparatogli dalla paziente moglie Ines.

E così con la sagacia del commissario Maigret, nato dalla penna dello scrittore George Simenon, lo sceneggiato trasmesso in tv (guarda caso) nella notte dell’omicidio del ” Generale” , il nostro investigatore Nunzio Cavallo parte al trotto per le indagini. Un foro al petto, nessun segno di effrazione alla porta, un’arma che non si trova e l’assassino scomparso nel nulla. Omicidio avvenuto mentre l’anziano ufficiale della ”Cavalcata” era solo in casa. Qualcosa ”uno scalpiccio”hanno sentito nel piano di sotto dove vive Graziella Fornai, vedova Scalcione, con sua figlia Olga , cieca, ma con una sensibilità ”contestuale” unica su quanto ha sentito quella notte. Le indagini sono lunghe e si scava, alla vecchia maniera, sulla famiglia, sul primogenito Cenzino detto ”u’ vicc”(il tacchino) e sull’amico Damiano Lippolis (battezzato dal Generale), che ne fanno in città due scavezzacolli viziati, che danno a pensare. Poi una donna procace , Emma Di Lecce,che apre all’interrogativo che possa essere stata la comare del generale fino a scavare sui rapporti nel corpo dei cavalieri, dove sarebbero maturi i tempi per una nuova designazione, vista la ”inabilità” dell’anziano ufficiale a montare a cavallo.

E così si scava , anche sul conto corrente del generale Dragone, ”possidente” terriero, su un aspirante cavaliere respinto, tal Gaetano Santochirico , uno spilungone che assomiglia tanto al cantante Nicola Di Bari e su Rocco Gaudiano un bancario, finito in galera, dopo essere stato lasciato dalla moglie e aver tentato una rapina nella banca dove lavorava. Tanto arrosto sulla griglia del valente commissario, sempre pressato dal Questore che vorrebbe chiudere le indagini alla sua maniera e per tacitare città, bempensanti, poteri costituiti e la stampa, naturalmente. Capitano fatti nuovi come una lettera anonima( vecchia prassi) che giunge alla sua attenzione e inviata da una persona vogliosa di parlare, che offre più di una dritta al commissario sul percorso fatto dall’assassino per entrare e uscire indisturbato dal luogo del delitto. Per il commissario strada spianata che mette insieme i pezzi del mosaico, compiendo sopralluoghi e interrogando, per avere riscontri, famigliari e inquilini del palazzo.

E nel farlo, per riflettere a mente fresca, va in giro per il centro di Matera con il suo ”Maggiolino” verde citando luoghi, personaggi, sulle note di una musicassetta del sassofonista Fausto Papetti. Come gli era capitato una domenica mattina ,mentre si radeva, ascoltando ” Vedrai, vedrai ” la note del cantautore suicida Luigi Tenco.
Ma fa anche incontri speciali lì, giù al Liceo Ginnasio, dove ”incontra” il poeta Giovanni Pascoli che aveva insegnato per due anni dal 1882 al 1884, che ribadisce un concetto di stretta attualità per una città che lo ha accolto e ha amato: ” Questa città ha bisogno di un popolo che si rinnovi, con un futuro nuovo”. Ma c’è tempo anche per sorridere con un esilarante film di Alberto Sordi che danno al cinema ”Impero”, come i materani che hanno memoria continuano a chiamare quello che poi è stato ribattezzato Comunale e poi Guerrieri, che non è entrato ancora nella toponomastica cittadina.

E le indagini? Naturalmente vanno avanti sul doppio binario, quello del Maigret materano Nunzio Cavallo e quella del questore milanese, . che fa arrestare due ”giovinastri” al termine di una festa (rappresentati di quegli” invasori barbarici”, definiti così dall’alto dirigente di polizia) uno dei quali residente nello stesso edificio dove è stato ucciso il ” Generale” per ”tacitare” la situazione e dimostrare che gli inquirenti non brancolano, o come dicono altri, barcollano nel buio. Per la differenza dei termini sfogliate pure il vocabolario. La verità, comunque, è dietro l’angolo ,nonostante al giallo nel giallo, si aggiunga la morte di un altro generale in pensione della Cavalcata (il caso è affidato ad altri ) Nicola Tortorelli, già sentito nel corso delle indagini. Un tragico evento segnato da una data, nota ai materani, comparsa a dimensioni cubitali sul muraglione di piazza Duomo . Quella del 29 dicembre 1514, che coincise con l’agguato al Conte Giovan Carlo Tramontano, al termine della messa del Vespro in cattedrale . Autori ignoti.

Ma questo interessa poco al nostro commissario, che sta per stringere sulle indagini. E così viene a capo della vicenda del generale, ricorrendo a mestiere e a stratagemmi, che stringono il cerchio sul giovane Damiano, figlioccio di Dragone, e impiegato di banca al quale si rivolge per un ”prestito” , dopo che ha effettuato un consistente prelievo. Ma riceve un sorriso compassionevole e un invito a rivolgersi allo stesso istituto di credito…dove suo padre è direttore.Il giovane scapestrato ha debiti di gioco con i ”Tarantini” , che è costretto a onorare in breve tempo. L’unica soluzione è il ” Generale” che custodisce in casa soldi e altro. E’ solo, quella sera, e ne approfitta utilizzando i ”passaggi” di servizio, noti a pochi. Alla fine confessa e la pratica è archiviata, con una matassa dipanata e i commenti a 360 gradi di una città che era e resta , con tutti i “pro” e i ”contro’, ‘ una città di provincia. Poi una sigaretta, un sorso di vino e uno sguardo a Matera, che riprende la sua vita millenaria, fatta di attese e commenti inevitabili. ”Il Generale” di Luca Catoggio era e resta un giallo.Da leggere. Se non ne avete mai letto uno fatelo o guardate un video, magari uno in bianco e nero della Rai, con il nostro Gino Cervi. Il commissario Maigret , che si aggira tra i Sassi e il Piano, ve lo spiegherà… E poi, come si scrive nei titoli di coda, ”ogni riferimento a persone e cose è casuale’.

LA SERATA AD ARMENTO
Presentata ad Armeno il 10 settembre scorso sul tema ” Luoghi, sogni, utopia. Armento, La Martella, Matera e …altrove” con i libri ”Casomai” e ”Il Generale” di Luca Antonio Catoggio. Ne ha discusso con l’autore gli amici Nino Caiazza e Salvatore Lardino e l’introduzione del sindaco Maria Felicia Bello.

PER RICHIEDERE I LIBRI
Contattare l’autore Luca Antonio Catoggio tel 340/2932055
posta elettronica catomaior50@gmsil.com e lancat50@libero.it
Il “Generale” è stato stampato da DibuonoEdizioni di Villa d’Agri