HomeCulturaOlivetti e La Martella.Diso: si riattivi il laboratorio du ''v'cnonz''

Olivetti e La Martella.Diso: si riattivi il laboratorio du ”v’cnonz”

L’esperienza di comunità avviata al Borgo La Martella, con tutto quanto era cominciato con la denuncia di Carlo Levi nel libro ” , di Palmiro Togliatti con quel commento lapidario ”Vergogna Nazionale” sulle condizioni di vita della gente dei rioni Sassi e di tutto quello che seguì con la visita del presidente del consiglio Alcide De Gasperi, la prima legge speciale che portò alla costruzione di nuovi rioni e del Borgo La Martella, fino all’esperienza di Comunità dell’imprenditore piemontese illuminato Adriano Olivetti rappresentano una esperienza da non lasciare negli scaffali della memoria. Anzi, come suggerisce Pierluigi Diso, avvocato e con tanta attenzione per i fatti socio economici del territorio, quel laboratorio sul vicinato ” u’ v’cnonz” va ripreso per guardare con altri occhi, prospettive e opportunità al futuro del Mezzogiorno e del Sud. Del resto la globalizzazione e l’azione speculativa e guerrafondaia di Paesi come Israele e Stati Uniti contro ogni forma di diritto e di autodeterminazione dei popoli,impone che si lavori per recuperare spunti e percorsi che hanno cambiato 70 anni fa il corso della storia delle genti della civiltà contadina. Forza allora con il laboratorio du ” V’cnonz”.

LA PROVOCAZIONE DI PIERLUIGI DISO
Da rassegnazione e arretratezza a simbolo unico e inimitabile del riscatto di una città che s’inorgoglisce di fronte al suo passato. Oggi ricorre un altro anniversario dall’approvazione della Legge speciale sui Sassi di Matera (la numero 619 del 17 maggio 1952) e da quando furono consegnate le prime case ad opera del Presidente Alcide De Gasperi. Fu lui che il 17 maggio del 1953 consegnò le chiavi agli abitanti del borgo, realizzato su progetto urbanistico promosso da Adriano Olivetti per risolvere l’emergenza dei Sassi, definita solo tre anni prima una “vergogna nazionale”. Per volere dell’ingegnere nacque la “Commissione per lo studio della città e dell’agro di Matera”, composto da un gruppo di intellettuali presieduto dallo stesso Olivetti e dal sociologo tedesco Frederic Friedmann,docente all’Università di Arkansas, USA. Fu sempre lui che in fase di progettazione del borgo La Martella volle in commissione Eleonora Bracco per la paleoetnologia, Francesco Saverio Nitti per la storia, Rocco Mazzarone per la demografia e l’igiene, Giuseppe Isnardi per la geografia, Ludovico Quadroni per l’urbanistica ed altri, affinché cercassero di riprodurre le stesse condizioni di coesione sociale presenti negli antichi rioni in tufo. Ad accendere i riflettori sulla situazione di quest’area interna del Sud e sulla realtà da sempre messa ai margini della storia e della cronaca contribuì la pubblicazione del libro “Cristo si è Fermato a Eboli” di Carlo Levi, pubblicato nel 1945, mandato al confino in Lucania dal governo fascista e il fermento nelle campagne lucane e meridionali che dettero avvio alla stagione delle lotte contadine.

Matera, Italy – September 20, 2019: View of the Sassi di Matera a historic district in the city of Matera, well-known for their ancient cave dwellings. Basilicata. Italy

Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie. Di bambini ce n’era un’infinità, nudi o coperti di stracci.”. Così descriveva Carlo Levi la situazione nei Sassi. Si avviarono commissioni interdisciplinari per lo studio della città e dell’agro di Matera finanziato dai fondi del piano Marshall, intellettuali e studiosi si interessarono del problema, la politica nazionale provò a capire la realtà e leader politici visitarono la Basilicata e Matera.

Togliatti definì la condizione sociale e abitativa della gente nei Sassi “vergogna nazionale”. De Gasperi volle rendersi conto personalmente ed accompagnato dal giovane onorevole Emilio Colombo entrò in qualche casa-grotta e rimase turbato dalla situazione. Istituì una commissione per lo studio di un disegno di legge finalizzato al risanamento dei Sassi e nel 1952 venne approvata all’unanimità la Legge Speciale di Risanamento dei Sassi che indicava la costruzione di sette nuovi borghi e quartieri in cui accogliere gli abitanti, per lo più contadini e giornalieri, dei quartieri Sassi e impose a circa diciassettemila persone di abbandonare le proprie case per trasferirsi nei nuovi rioni.

I nuovi borghi erano il frutto del dibattito sociale, politico e intellettuale. L’attenzione e il dibattito sulla marginalità sociale ed economica di una zona del Paese divennero centrali e anche i lavori per le costruzioni dei nuovi quartieri furono seguiti con particolare attenzione. Alla creazione dei nuovi quartieri contribuirono anche studiosi delle scienze sociali. La sperimentazione urbanistica del borgo La Martella integrava discipline diverse: urbanistica, economia, antropologia, demografia, psicologia, storia, agraria, e si presero in considerazione le diverse componenti individuali e sociali. Prendeva corpo la visione del “villaggio modello” di Adriano Olivetti e del UNNRA–Casas e Matera ormai al centro dell’interesse fu scelta come prima città meridionale in cui intervenire. La “Settimana Olivettiana” vuole seguire l’esempio di Adriano Olivetti? L’ingegnere aveva una concezione umanistica della società e dell’impresa e credeva nella cultura quale mezzo di elevazione sociale. Occorre allora credere ed investire in una cultura quale mezzo di elevazione collettiva e individuale, libera da condizionamenti e dalla politica. Dalla realtà del “v’cnonz” (il vicinato dei Sassi) si potrà coltivare, come ha fatto Olivetti, il sogno del comunitarismo, per realizzare qualcosa di autentico e vibrante? Ma il mondo va al contrario, c’è la globalizzazione, l’intelligenza artificiale. La globalizzazione è l’antitesi di una comunità incentrata sul territorio, sulla responsabilità diretta dei cittadini, sulla capacità di coniugare merito, rispetto, condivisione. Ma oggi anche la globalizzazione è in crisi e forse è l’occasione buona per incunearsi e creare un nuovo spazio culturale a La Martella, che fu ideata come modello di comunità rurale moderna.

Pierluigi Diso

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