Non spegnete la luce a quel faro di cultura che è Matera

L’archivio di Stato, rimasto con il dirigente e poche volenterose unità, la biblioteca provinciale ” Tommaso Stigliani” la seconda del Mezzogiorno per importanza e dotazione di un patrimonio librario e documentale davvero unici, il ruolo che Matera capitale europea della cultura 2019 che terrà fino al 2033, la trasformazione dell’Ospedale Madonna delle Grazie in un poliambulatorio che alimenta la migrazione sanitaria grazie al colpevole silenzio assenso di quanti mal ci rappresentano sono le luci ”sempre più fioche” di quel faro di Cultura che la ”Città dei Sassi” rischia di spegnere per sempre se i materani, in primis, non ci metteranno faccia e mostreranno i muscoli come fece quasi 70 anni il giovane sindaco poeta di Tricarico, Rocco Scotellaro, in difesa dell’ospedale del suo paese e comprensorio. A ricordarlo, con la passione e quel moto di orgoglio che anima il suo operato il giornalista Pasquale Doria, nel corso di un ”mercoledì” dell’ Unitep per la presentazione di quattro poesie inedite e di altro materiale ”scovati” dal fondo o lascito, se preferite, del medico e studioso Rocco Mazzarone e della sua famiglia. E con lui, al Centro Carlo Levi, a illustrare pagine, contenuti, aneddoti, foto e spunti di dibattito ancora oggi attuali il rettore dell’Università della Terza età e dell’educazione permanente Costantino Dilillo.

Uditorio attento che ha espresso ammirazione per la giovane esperienza del sindaco poeta socialista, scomparso appena trentenne, ma che visse fino a 90…come ha evidenziato Pasquale Doria. E questo per le esperienze vissute sulla propria pelle, con due anni in carcere a Matera, a causa di strumentali denunce politiche di quanti temevano quella giovane e lungimirante mente che era fuori dal coro, la pensava diversamente. Era innocente, come dimostrarono i fatti, ma fu messo all’indice anche con quell’esilio a Portici(Napoli) per un lavoro che nessuno, e nemmeno nel suo partito, seppero e vollero dargli in Basilicata. E allora ” mettere la faccia ” e ”mostrare i muscoli” come aveva fatto Rocco a difesa dell’ospedale di Tricarico che da volontà regionali volevano spostare a Venosa ( è quello che sta accadendo a favore dell’ospedale regionale San Carlo con il depotenziamento del Madonna delle Grazie). Quel giovane sindaco ci era riuscito interloquendo con il prefetto di Potenza e dialogando e collaborando anche con la Chiesa, fino a costituire quel fondo di solidarietà aperto al contributo (anche minimo) di tutti per assicurare l’istruzione e altri servizi ai concittadini. Davvero un esempio di concretezza che non vediamo in una Basilicata che continua a pagare il conto di una ricorrente emigrazione che è l’emblema del fallimento di una politica mediocre e di un familismo ”immorale”, parafrasando Banfield, che stanno portando inevitabilmente la Basilicata allo smembramento e alla naturale influenza delle città metropolitane di Bari e Napoli. Tutto questo mentre si dilapidano, a fondo perduto, 40 milioni di euro per sanare il deficit per l’ennesima volta di una città,Potenza, che vive di protagonismi deleteri per l’intera Basilicata. Fare come Scotellaro. Non vediamo, però, nè forza e nè volontà e con l’interrogativi di quanti ” si sono distratti al bivio” e cancellano le scritte dell’impegno, con lo spray o con l’ipocrisia, come fanno le guide abusive per speculare e trarre il massimo profitto dai visitatori. O baloccandosi nella dimensione social digitale o degli slogan dello smart working, che produce poco fumo, profitti e visibilità per pochi. Amara realtà. Ma c’è di che ripagarsi e Pasquale e Costantino erano arcicontenti nel mostrare e sentire i versi inediti di Rocco Scotellaro, letti con la giusta interpretazione del regista e scrittore di testi teatrali Emilio Andrisani. Una eredità da non sprecare, prendendo esempio dalla sua esperienza, dalla sua vita riportata ne ”Il prezzo della libertà.Lettere da Portici” di Pasquale Doria ed Edito da Giannatelli” e con una copia anastatica dell’Avanti!, che contiene un suo ricordo di Carlo Levi.

POESIE, INEDITE, PROVVEDIMENTI RESTRITTIVI, LA TESSERA DEL PSIUP DI SCOTELLARO

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