Abbiamo tradizioni culturali e musicali che ci invidiano nei tour e nelle piazze di tutta Italia, Salento compreso…, ma la nostra “Ragnatela” di pizzica, taranta e di un vasto repertorio di canti e balli di vita dell’aia e dei vicinati dei rioni Sassi, e non solo, deve tornare a Matera.E questa volta, parafrasando una nota pubblicità che affronta prostatiti e altri problemi urologici, non ci sono scuse. Ci riferiamo al Ragnatela folk fest, il festival ”made in Matera” che lo scorso anno è dovuto emigrare nella vicina Montescaglioso, che accolse l’evento a braccia aperte https://giornalemio.it/eventi/stop-a-matera-ragnatela-folk-festival-a-montescaglioso/Del . Un festival di forte richiamo, di qualità per la scelta e la presenza di musicisti provenienti da varie regioni. Guardate foto, filmati, commenti e la forza aggregante delle passate edizioni e ammeterete che Matera deve darsi una regolata. Un anno di ”disattenzione” nella programmazione cittadina basta e avanza. Tanto più che l’organizzazione del Festival richiede impegni di spesa contenuti, se confrontati con quelle ”scialate” che durano una giornata e con rendicontazioni delle quali attendiamo – da gennaio 2019-pubblicazione e trasparenza, visto che si tratta di soldi pubblici. Tanto i nodi vengono al pettine, come accaduto nelle scorse settimane, e i materani veri, quelli abituati a tirare la carretta, a intonare i versi della tradizione e a ballare al ritmo della cupa cupa o dell’arjanett, sanno distinguere dalle piazzate ”chiavi in mano” per ingrassare le solite tasche, dalla genuinità ,dalla passione e dalla voglia di fare dei gruppi locali. Lo diciamo con convinzione, perchè abbiamo avuto modo di apprezzare quello che ha fatto il compianto Gianfranco DelVecchio per il festival e quello che hanno saputo portare avanti gli ”amici” che animano, si divertono e fanno divertire da tempo cittadini e turisti con la Ragnatela Folk band Matera . Lo scorso anno abbiamo apprezzato a Matera il repertorio dei Ragnatela Folk Band e di altri gruppi in manifestazione tematiche, legate alla gastronomia come Matera è fiera, o negli appuntamenti allestiti durante l’assessorato al Turismo guidato da Adriana Poli Bortone con la presenza,per esempio, del gruppo salentino che anima il Concertone della Taranta di Melpignano. Matera, comunque, ha una sua tradizione in questo settore, e va ripristinata con il Ragnatela Folk Fest. Attendiamo scelte conseguenziali dall’Amministrazione comunale, dalla Fondazione e da altri soggetti che dovranno mettere a punto programmi, cartelloni ed eventi per la ” capitale della cultura 2019” . Ma nel solco della tradizione locale e della produzione culturale e musicale della città dei Sassi. E questa volta non ci sono scuse…La ”Iatta nera” è in giro e le note della ”Cerasa” con la roboante e ironica ”botta..” da dare ”dove piace a mmè” attendono di animare Matera con il festival del gran ritorno.