Nei Misteri della Bruna i ”Perchè ?” di una festa dall’anima

Perchè la Madonna della Bruna, Protettrice di Matera, compie i ”tre giri” in trono sul carro trionfale, nel perimetro di piazza Duomo, prima di ritornare in Cattedrale? E che legame c’è con un’altra statua somigliante ma abbigliata in altra maniera? E perchè si chiama Bruna? E poi rimando e alternando interrogativi, parentesi tonde e quadre, tra curiosità, certezze, ipotesi, si passa alla scorta dei cavalieri in Costume, alla processione de pastori, alla distruzione del carro e all’ottavario fino a quella scia di riflessioni che creano l’attesa per l’anno per l’anno che verrà, a rinnovare un rito e una attesa per quel giorno -il 2 luglio- che diventa il più lungo dei materani. Riflessioni e ”Misteri” come li indica il paziente Franco Moliterni nell’ultimo lavoro sulla festa ” Nei Misteri della Bruna” edito dalle Edizioni Giannatelli di Matera. Un lavoro prezioso di ricerca, di taglio antropologico, alla ricerca di tante risposte tra le pieghe dell’anima di una comunità, tutt’uno da 632 anni con la storia di una festa che affonda radici, saperi in tutto quanto sa di divino e di umanità.

E Franco Moliterni lo fa quasi come il filosofo Diogene con la lanterna ravvivata dalla fiammella dei tanti ”perchè” nomi, riti, scelte, percorsi, luoghi, scadenze hanno quella matrice, da dove vengono? cosa ricordano? propongono e si rinnovano uguali con una liturgia e una regia consolidate. Non a caso l’autore porta a compimento un lavoro, che appassiona, per quanti vogliano avere risposte sui tanti interrogativi della ”Festa”, con una trattazione in nove capitoli. Nove, il numero della completezza e del compimento, attraverso le Radici, la Virgo Mater, la Novena che è la chiamata alla Iniziazione, per passare ai Pastori, alla Cavalcata, alle Separazioni ( dalla processione del carro ai miti di Euridice, Persefone,Osiride ), dalla Luminosità del trionfo e oscurità del labirinto alla La distruzione del carro della Bruna fino al ” quarto e L’otto”. Titoli di un grande capitolo e di una grande storia che è un bel ripasso di studi classici, filosofici,religiosi,antropologici che aprono al mistero, alla leggenda che affondano nella notte dei tempi. Nella storia millenaria dell’uomo, in quella culla di civiltà, culture, religioni che è stato e resta il ” Mar Mediterraneo” fino al cuore dell’altipiano murgico e dei rioni Sassi, scritti con la lettera ” S” in maiuscolo, e non in minuscolo come scrivono grafici da diporto e seguaci del dilagante “somarismo” grammaticale, alimentato dall’uso distorto e populistico dei social.

Ma ci ha pensato Giuseppe Mininni, docente di psicologia culturale presso l’Università di Bari, n una interessante e argomentata prefazione, condurre anche il lettore poco attento a indicare metodo, intuizioni e portata del lavoro di ricerca sulla festa e del respiro culturale – tra tante citazioni – che lo contrassegnano. ” Il respiro culturale -scrive Mininni- opera anzitutto nei riti e nei miti, che costituiscono le basi delle società umane. Fin dall’inizio essi sono stati ”legati” dalla domanda di senso che si è espressa nelle pratiche religiose con cui le comunità umane hanno cercato di comprendere il loro rapporto col mondo (esterno e interno). L’epoca moderna ( e, ancor più quella attuale che si vuole post moderna) ha ampiamente reciso, sopratutto nelle culture occidentali, il ”legame” profondo e originario che incardina l’esistenza umana nel dialogo con il ”sovrannaturale” testimoniato nei riti e nei miti. I riti e i ”miti di oggi” sono consumati nel ritmo breve del trascolorare di un’immagine, come nel caso protototipico dello spot pubblicitario. E tuttavia, alcuni riti e miti resistono all’azione corrosiva dello ”spirito del tempo” se una comunità attinge da essi le risorse per continuare, magari inconsciamente, a tessere l’ordito della propria identità. E’ quello che , secondo Moliterni, accade alla città di Matera che nella festa della Bruna e nel suo Carro trionfale rinnova ogni anno il senso della sua storia plurimillennaria. Invero il legame tra ” l’essere materano/a ” e festeggiare la Bruna distruggendo il carro” è profondamente ” misterioso” (in tutta la densità semantica della parola): oscuro, sfuggente, arcano, fascinoso, alludente….”

Bastano questi quattro aggettivi( anche con l’apporto un vocabolario della lingua italiana alla ricerca di sinonimi e contrari) non potrà che stimolare a leggere e a far luce sui misteri della festa che, naturalmente non vi illustreremo perchè se amate la festa, siete materani, appassionati e curiosi, non potete che leggere fino in fondo questo libro e, naturalmente, consigliarlo e donarlo ad altri. Un lavoro reso possibile con l’intervento finanziario della Fondazione Carical, dell’Associazione Maria Santissima della Bruna che ha coinvolto Moliterni nelle attività culturali del sodalizio e all’apporto di fotografi o del regista Geo Coretti che ha fornito i video per i QR code inseriti nel testo. ” Nei misteri della Bruna” dopo due edizioni della festa, limitate nel programma, a causa dei limiti imposti dall’epidemia da covid 19 e con questo che guarda al 2022, per ritornare a quel ciclo di nascita-morte-rinascita, sacro e profano che sono l’anima del 2 Luglio e di un giorno che dura un anno.

presentazione del LIBRO
sabato 3 Luglio, ore 19.00, presso la Mediateca provinciale, Palazzo dell’Annunziata
verrà presentato il libro “Nei Misteri della Bruna” di Franco Moliterni.

Inaugurazione della MOSTRA
domenica 4 Luglio., alle ore 20.00, nei giardini del Museo Nazionale “Domenico Ridola” il Presidente dell’ Associazione Maria SS. della Bruna presenterà alla stampa e alle autorità la “Mostra sulle famiglie degli autori dei carri della Bruna”.

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