Natale belando…con Tg Ergghiò per la processione dei pastori 2022

L’anno nuovo , il 2022, con tre due che lo contrassegnano dovrebbe portare bene affinchè la festa del 2 luglio in onore della Patrona di Matera Maria Santissima della Bruna si svolga per interno secondo la tradizione. E così per ”scaldare” l’attesa la redazione di ”Tiggi Ergghiò 2 luglio” è partita con la prima delle otto puntate dedicate alla festa https://fb.watch/a5z75wJyCq/ , dedicata alla processa detta dei ”pastori” che si snoda dal centro ai Sassi al Piano con il quadro bronzeo della Madonna.


Diretta dallo iazzo, naturalmente, con un pubblico belante….e il pastore Bruno (come la Madonna) con agnello al collo e scettico che la processione si faccia. ” Ma que fest i fest, ma quale festa e festa- commenta il pastore, rivolgendosi all’annunciatrice. Nan v(id) ce ste sicciad in do’ minn? Non vedi cosa accade nel mondo? alludendo la pandemia. Nan so’ fe, non si farà. V(i)n a mungj u’ peckr ch ma’. Piuttosto viene a mungere le pecore con me”. Ma la conduttrice insiste e annuncia interviste, con personaggi noti e meno note, ricette e tradizioni.

La prima intervista è con Angelo Ambrosecchia, devoto e ‘pastore’ del 2 luglio con asino, capre e pecore al seguito. Racconta della sua esperienza di giovane pastorello,di famiglia numerosa, quando veniva mandato a guardare le pecore , con un contratto annuale pattuito (un agnello, una forma di formaggio, legna) e tornava a casa ogni 15 giorni. Quanto alla processione i pastori salutavano la festa con un petardo che risuonava nel vicinato. La devozione per la festa è continuata e Angelo racconta quanto sia impegnativo organizzarsi per quel giorno. ” Il giorno prima si va a prende l’asino, u’ cidd- racconta- crep i peckr, capre e pecore. Poi occorre prepararsi bene per fare bella figura, indossando giubbotto di lana di pecora, gambali (u’uaroll), portando al collo scamorze, botticella di vino, u’ iascaridd”. Non sono mancati gli aneddoti curiosi, come quello di un paio di anni fa quando con un’asina incinta entrò in un bar alla Madonnina, al rione Piccianello, gustando caffè e cappuccino, tra l’attenzione dei curiosi. E poi asini e capre recalcitranti, come le caprette nane ”francesine” portate allo iazzo ” pu chern” per le corna.

Dallo iazzo a una ex cantina ora ristorante, l’Agriristories” di via Sette Dolori nel Sasso Barisano dove una signora materana è intenta a preparare ” tagghiarin cu ciciarkij” tagliolini con cicerchie. Pasta fatta in casa e tagliata a dovere, che si accompagnerà ai legumi e condimento di olio extravergine di oliva ”Ergghiò”. Naturalmente un bicchiere di vino ‘primativo’ , pane di Matera e dolci natalizi come ” cartddet”, ”p(i) rc(i)ddizz” con la ”nesina” (decorazioni multicolori per dolci) e biscotti, u’ cangedd” chiamate anche ” ess’r du murt” ossa dei morti per forma e impasto. A tavola, naturalmente, con gli auguri di Buon Natale e Buon anno dei protagonisti che scorrono nei titoli di coda…

E, se vi va, tirate fuori i giochi della tradizione, un giro di tombola, all’oca o a carte ”alla stoppa” non guasta, sulle note della cornamusa dei pastori (naturalmente) dallo iazzo di Ergghiò.Buone feste.

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