Lo diciamo con convinzione, auspicando che alla scarsa attenzione verso la cultura del territorio e della storia della città, seguano atti concreti e conseguenziali, dopo aver visto a Palazzo Malvinni Malvezzi la bella mostra ” Ritorno alla Libertà” proposta e allestita dall’Archivio di Stato https://giornalemio.it/cronaca/la-matera-del-21-settembre-1943-in-mostra-a-palazzo-malvinni-malvezzi/ in occasione della ricorrenza della Liberazione del Paese dal nazifascismo.E tra bacheche, pannelli, foto e video c’è una testimonianza completa di quanto accaduto quel 21 settembre di 83 anni con l’eccidio di civili e militari nella ex caserma della Milizia fascista al rione Cappuccini, fatta saltare con esplosivo dalle truppe tedesche in ritirata con tutto quello che accadde in città, con la ”Resistenza” sul campo di cittadini e di militari. Tutto questo mentre le truppe alleate canadesi erano a Montescaglioso, a pochi chilometri da Matera. Storia proposta lungo un itinerario documentale progressivo con alcune fatti di cronaca, con l’uccisione di soldati tedeschi che erano entrati nella gioielleria di Caione Michelina in via San Biagio per scegliere monili d’oro. Il resto passa per le vittime alla Società Elettrica di via Lucana, nei pressi della Camera di commercio e nell’agro, con le armi imbracciate per scacciare le truppe di occupazione, il fuggi fuggi della popolazione civile nei Sassi o nei rifugi indicati e illustrati da mappe e foto di Enzo Viti, raccolti nella collana ”Appunti di Matera sotterranea” realizzata con Teresa Lupo per le edizioni Magister e poi foto della visita del 1936 del ”Duce” del fascismo Benito Mussolini.


Ancora quelle da provenienti da fonti di archivio e rapporti stranieri sulla ex caserma della Milizia del rapporto di inchiesta Special Investigation Branch (S.I.B) e delle truppe alleate
con la foto del militare che suona la cornamusa ( National Archives of Canada) e della gente in piazza Vittorio Veneto accanto alla pompa di carburante dopo la Liberazione, che avevamo già visto e menzionate con documenti di supporto da Francesco Ambrico autore di ”War crimes at Matera. Le stragi tedesche del 21 settembre 1943 a Matera” per l’Associazione culturale ”21 settembre 1943”ed edito da Antezza Tipografi. E poi le tavole in bianco e nero del ‘fumetto” di quell’evento insurrezionale realizzato da Pino Oliva e ricostruzione di Francesco Ambrico per edizioni Lavieri.
Davvero corposo il materiale originale, proveniente dal Fondo della Prefettura, dattiloscritto, su quanto accadde a ridosso e quel 21 settembre 1943, che spazia dalle denunce e richieste di indennizzo di merci, alimenti, carburanti sequestrati dalle truppe naziste, alle 26 vittime di quella giornata, alle relazioni, alle convocazioni e ai verbali della commissione provinciale per i crimini di guerra.


Fogli ingialliti, con timbri, firme, appunti che danno in clima di quelle ore fatidiche che cambiarono la sorte di Matera, prima città del Mezzogiorno, a ribellarsi alla presenza delle truppe tedesche pagando un forte tributo di sangue. Interessanti le relazioni del tenente Francesco Paolo Nitti, testimone di quella giornata, e del tenente colonnello Rocco Sanseverino già ispettore della Protezione Antiaerea che raccolse vari fatti sul 21 settembre 1943. Relazioni che servirono in seguito ad avviare le procedure per l’attribuzione della medaglia d’argento al valor militare nel 1966 e 50 anni dopo a quella d’oro al valor civile, insieme – va ricordato- a preziosi ricordi e testimonianze raccolti nel documentario prodotto nel 2014 da Videouno ” Matera 21 settembre 1943” e curato da Francesco Ambrico https://www.youtube.com/watch?v=Z0D_iAJvUBA . Alcuni sono passati a miglior vita, altri come Vincenzo Morelli e Antonio Natrella, per citarne alcuni ne hanno ancora a mente i momenti di quella intensa giornata. E così, oltre ai già citati Vincenzo Morelli e Antonio Natrella, restano i ricordi di Benito Marazia,Margherita Farina,Emanuele Colella,Antonio Losignore, Anna Maria Caione, Antonio Dragone, Mario Ambrico,Emanuele Maragno, Maria Rosaria Frangione, Giovanni Vaccaro, Stefano Lillo e Addolorata Palumbo. Pagine della memoria cittadina che vanno trasmesse ai giovani e non sarebbe male che la mostra possa continuare, anche in edizione ridotta, presso l’Archivio di Stato affinché gli studenti possano vederla. Giriamo la richiesta al direttore della Istituzione culturale rag. Pietro Sannelli perché valuti questa opportunità. E alle Istituzioni in generale, dal Comune alla Prefettura, affinché la corposa documentazione del 21 settembre 1943 abbia uno spazio di confronto adeguato, nell’ambito di un filo rosso ( in francese fil rouge) che lega le ricorrenze della Liberazione alla festa della Repubblica 2 giugno, dell’Unità Nazionale 4 novembre e altre, come quella della legalità, della Memoria (ricordiamo la concittadina onoraria Elisa Springer) che hanno un naturale punto di incontro nella conoscenza e difesa della Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza, come continua a ripetere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E questo non va dimenticato da quanti hanno giurato sulla Carta Costituzionale…
FOTO MEDAGLIA D’ORO AL VALOR CIVILE

FOTO MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE

