Il sole continua a battere su teste e tetti di abitanti e case della Città dei Sassi, tra attese e promesse della campagna elettorale per il Comune, la riapertura delle scuole con patemi per le famiglie, mentre c’è chi ha cominciato come un tempo a preparare la conserva di pomodori (salsa o a pezzetti)in bottiglie e boccacci seguendo la filiera della preparazione e le levatacce per arrivare al prodotto finito. Ma vuoi mettere il pomodoro industriale confezionato in barattolo con quello in bottiglia, messo a bollire fino al punto giusto. Il prosindaco Antonio Serravezza già pregusta portate di spaghetti, tortiere di melanzane, focacce e altro ancora con comitive di amici.E la vendemmia. Fino a prima dell’avvento di Matera capitale europea della cultura e agli investimenti turistici, che hanno cambiato le destinazioni d’uso di tanti lamioni dei rioni Sassi (si scrive in maiuscolo, lo ricordiamo ai somari e ai grafici da diporto) la vendemmia era una consuetudine diffusa. Ora è impossibile. Chi ha garages e seconde case vada in giro per uve a gradazione naturale…

SERRAVEZZA AMARCORD

Sono finite le ferie sotto il sole di agosto. Ed ecco che al rientro cosa ci aspetta?

La salsa di pomodoro fatta in casa. Questo è il periodo che il Sud Italia profuma, di casa in casa, di salsa di pomodoro fresco fatta in casa. Uno dei ricordi che ho fin da piccolo è il mare rosso dei pomodori nelle loro cassette di legno, il profumo del basilico diviso in mazzetti, il sobbollire della salsa sul fuoco. Ogni famiglia si riuniva e ognuno aveva il suo compito: chi lavava i pomodori, chi li tagliava, che li sbollentava. E poi il compito più ingrato: passare i pomodori bollenti. Tra una cosa e l’altra si prepara il pranzo tutti insieme. Quasi sempre una spaghettata con il sugo di pomodoro appena fatto, per vedere com’è.

Subito l’invasamento nelle bottiglie e, infine, la fase più temuta: la bollitura, con relativo fiato sospeso in attesa dell’inevitabile scoppio di qualche bottiglia.

Questa è una bella e saporita storia che si sta consumando mentre altri pensano ad altro. Le votazioni comunali. I santini, le vele, i messaggi sul web, i comizi che non mi convincono perché tutti dicono le stesse cose, anche perché è facile fare l’elenco delle cose che non sono state fatte e cosa si dovrà fare per affrontare i cinque anni di legislatura. Siamo in un periodo di attenzioni per la pandemia e sinceramente preferisco vedere sul web i confronti tra i sei candidati a sindaco. Avrei preferito che i confronti fossero trasmessi dalla nostra televisione locale per dare la possibilità a tutti di seguire i candidati preferiti. Questa è un’altra storia che non possiamo capire.

Ma non è finita ancora… come ripeteva un carissimo personaggio materano. Sì ci sono le famiglie che ancora oggi producono il vino in casa e il primo passo è procurarsi dell’ottima uva, magari dal contadino di fiducia oppure direttamente dalla vigna di famiglia. Una volta c’era un gran da fare nelle cantine grotte nei Sassi che sprigionavano un profumo intenso e caratteristico, un sapore secco e avvolgente. E’ un peccato che questa festa del vino sia scomparsa mentre poteva essere un’attrazione per le migliaia di turisti che arriva a Matera ogni giorno.