MATERA, die Basilicata und ich”, “Matera, la Basilicata ed io” in italiano, è il titolo del recente volume di Michael Mente, storico, linguista e scienziato dell’informazione d’origini italiane, di Pomarico, che vive in Svizzera – a Weinfelden in provincia di Zurigo, città della sua formazione universitaria).

Scritto in tedesco, da mesi il testo sta incuriosendo. E parecchio. Sostenendo, tramite anche la documentazione fotografica allegata, la voglia di tante tedeschi e tedeschi di arrivare a Matera e in Basilicata in genere.

Per questa guida letteraria, la quarta di copertina si serve d’un richiamo a Franco Arminio e alla ‘sua’ paesologia; vista, giustamente, quale “scienza pratica”. Oltre che Orazio – Pitagora – Francis Ford Coppola.

Un libro che accompagna le lettrici ed i lettori nel cuore mistico del Meridione: una raccolta di testi e pensieri spesso inaspettati di un figlio della Lucania nato e cresciuto in Svizzera. Viaggiando e scrivendo Michael Mente riscopre la sua seconda patria, quello di suo padre, e incontra sulla strada quel Cristo, che dopo Carlo Levi si dirige alla ricerca di un paese a lui sconosciuto: l’antica città di Matera con i suoi Sassi e la Basilicata”, sintetizza l’Editore straniero, per presentare il lavoro di Mente.

L’intuizione dell’autore è quella di tornare, insomma, alla descrizione/rappresentazione di Matera, che vive ancora il suo anno da Capitale Europea della Cultura, fuori dall’egemonia della produzione commerciale. Nel senso che, pur alimentando direttamente come indirettamente il mercanteggiare del turismo, prova a isolarsi nei dettagli più sensoriali dei luoghi.

Qualche tempo fa, ricordiamo per rafforzare questa nostra tesi, M. Mente postava sul suo spazio social telematico personale il racconto intimistico davvero dell’incontro con alcune persone che erano arrivate nel suo piccolo Pomarico con in mano il suo “Matera”.

Nella sezione dei ricordi, ancora, il fattore intimo riporta la ‘lista’ dei nomi che hanno sostenuto il progetto editoriale di Mente.

Qui siamo, comunque, al fattore propulsivo della cultura vissuta fuori dalla caduta della commercializzazione. E, dunque, si potrebbe adottare in Italia questo significativo lavoro di Michael Mente.