HomeCulturaMatera amarcord...Quanto c'era la fiera di San Lorenzo tra frisck'l , callèr...

Matera amarcord…Quanto c’era la fiera di San Lorenzo tra frisck’l , callèr i ”sanzen”

U’ frisckl, galline, polli,papere e tacchini, pecore, maiali, cavalli e muli da tiro e per i lavori dei campi, attrezzi per l’artigianato,l’agricoltura e l’industria (come era indicata l’edilizia), scale, cesti, qualler, caldaril (caldaie di varie misure) far’ner (setacci) e tanti ”articoli” che potevano servire per l’economia della casa (pentolame, stoviglie) o del quotidiano. Era il vasto campionario di animali, attrezzi e oggetti che si potevano trovare alla Fiera di San Lorenzo, il 10 agosto, che nella Matera contadina della ”civiltà dei Sassi”, ricordano gli anziani si andava al rione Cappuccini ( O’ Cap’ccil) nella zona Sud, percorrendo via Casalnuovo a ridosso del Sasso Caveoso o ”la carrozzabile” via Lucana con traini o a piedi per raggiungere il ”vialone” con gli spazi espositivi, dove si cercava di fare l’affare…E le ricostruzioni realizzate da Franco Vitulli, con l’intelligenza artificiale, ci dà uno spaccato ideale del clima della fiera con la merce esposta e il confronto serrato tra venditore e compratore all’insegna della frase ” C’ t’ cumbin …Se ti conviene…” questo è il prezzo, u’ prizz. Qualche volta il clima si faceva accesso per incomprensioni o tentativi di raggiro, come poteva accadere per la vendita di un mulo con qualche problema di dentizione o poco incline a rispettare gli ordini, perchè tirava l’andatura da una parte o dall’altra. Curiosità apprese dai ricordi degli anziani che,nelle trattative, invitavano alla pazienza e ad attendere la fine della giornata per spuntare il prezzo più conveniente

. La Fiera era anche l’occasione, in qualche caso, per cercare moglie o marito. Ci pensava ”u’ sanzen” (il sensale) mediatore per altri tipi di merci che teneva a mente le richieste affidatagli per uno scapolo ,”zitellone”, con un buon reddito e magari con una età non più giovanile, che cercava una brava ragazza…Così per nubili,a quel tempo ”zitelle” o per vedove. La cosa chiedeva contatti, approfondimenti perché si avviassi un percorso di conoscenza, che poteva finire bene e con un compenso per ”u’sanzen” Nel dopoguerra la fiera, la ”Far”, ha perso via via di consistenza con il venir meno dell’economia contadina.

E così dai Cappuccini la fiera approdò agli inizi degli anni ’70 in via Montescaglioso. Successivamente nel Paip 1 di via La Martella. Niente più animali da acquistare o vendere. Ma attrezzi per i diversi usi… Ma era arrivata, e da tempo, la concorrenza della Fiera del Levante di Bari che durò qualche lustro. Commercio elettronico e intelligenza artificiale sono storia d’oggi. La fiera di San Lorenzo con tante stelle cadenti, quando accade, e un ricordo nell’archivio della memoria.

RELATED ARTICLES

Rispondi

I più letti