Se n’è andato sorprendendo tutti, compreso Michele Saponaro, che lo conosceva bene come tanti tra Matera, Altamura e nella dimensione dell’arte che spiazza e fa riflettere. Molti ricorderanno Domenico Ventura per quella mostra allestita nell’estate del 2017 a Palazzo Lanfranchi, con una sequenza di quadri, soggetti, dal tono e dal tema provocatorio, a ”crudo” e ”crudi” che spiazzavano e facevano gridare allo scandalo benpensanti, bigotti,ipocriti, o far sorridere compiaciuti dotti, medici e sapienti da salotti o da libreria. E sì, perchè alcuni quadri di Domenico, erano in bella mostra alla libreria dell’Arco, nella prima sede di piazza Pascoli, ed era inevitabile che i frequentatori chiedessero a Giovanni ”Mipa” Moliterni chi fosse l’autore del quadro. Ventura, che ha nella matrice del cognome il mistero e la curiosità di una ricerca artistica continua, mancherà a tanti. Non sarebbe male poterlo ricordare appena possibile con una retrospettiva. Lui ne siamo certi preferirebbe il realismo senza maschere, mascherine, mascheramenti e mascherati, nudo e crudo e con quella carica di sberleffi, fatti di sguardi e ammiccamenti che hanno la ”Ventura” di essere contagiati dalla sua arte.

LA PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA ”SCHERZETTO”
UFFICIO STAMPA POLO MUSEALE DI BASILICATA

Un pensiero diverso affiora tra le opere del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Palazzo Lanfranchi. In ogni sala si affaccia un ospite che dialoga con gli affreschi, le sculture lignee, le antiche tavole e le preziose tele conservate e esposte nel museo. Un filo ironico, sottile ma deciso, talvolta scandaloso, cuce il percorso espositivo del museo partendo dalle sale del collezionismo, dove è stata appena inaugurata la grande mostra dell’estate, Mediterraneo in chiaroscuro.
Tre capolavori della collezione d’Errico, solitamente esposti nella Galleria di Camillo, dialogano con i dipinti provenienti dal MUZA di Malta e dalla Galleria Nazionale di Palazzo Barberini nelle stanze della mostra Mediterraneo in chiaroscuro. Al loro posto, invece del consueto vuoto, o di una fotografia che rimanda, come sempre avviene, alla mostra in corso (in questo caso nella sala accanto), affiora lo scherzetto di Domenico Ventura (Altamura, 1942).

Dal riquadro nero che segnala l’assenza dell’opera grande maestro del passato (Ribera, Falcone e De Mura), ecco la presenza dello sguardo di oggi: il maestro di Altamura che mette in processo la realtà con la sua pittura al contempo icastica e onirica, che irride e spiazza, talvolta turbando. Pittura-pittura, con la tecnica del passato, che crea quel cortocircuito attivo che solo l’arte può innescare, costringendoci a pensare, dietro al godimento estetico.

Per questo, per pensare godendo dell’arte e della cultura, la mostra presenta una selezione di quadri di Ventura, scelti per accompagnare il visitatore in un viaggio diverso, da scoprire o meglio “svelare” seguendo il percorso espositivo, attraversando le sale, riavvolgendo un filo metaforico che sconfina nel perturbante. Quindici tele di piccolo formato da guardare senza pregiudizi, che richiamano lo scherzetto alla base della ricerca dell’artista, che guarda (sempre) la realtà e la ricompone grazie ad un immaginario libero.

La mostra, che ha per titolo Scherzetto. Quadri di Domenico Ventura è stata inaugurata il 13 luglio 2017 e resterà visitabile per tutta la stagione estiva.
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