mercoledì, 19 Giugno , 2024
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L’Ecce Homo di Caravaggio? A Di Pinto il merito di aver insistito

‘’Chi la dura la vince’’, ripete un antico detto. E la storia del dipinto ritrovato, l’Ecce Homo del pittore italiano Caravaggio, che sarà esposto dal 27 maggio al Museo del Prado di Madrid (Spagna) è la conferma che raccogliere prove, conferme, valutazioni è davvero una strada in salita. Si comincia con un colpo di fortuna, spulciando tra le offerte di una casa d’aste, come è accaduto per l’artista di origini lucane Antonello Di Pinto, e quel ‘’potrebbe essere’’ piano piano prende corpo tra pochi entusiasmi e tanta incredulità. Nella nota, trasmessaci dalla collega Rossella Montemurro, Di Pinto ci racconta una storia nella storia, che meriterebbe di essere allegata alla mostra al Prado e a una nuova edizione del lavoro che il critico d’arte Vittorio Sgarbi fece sull’Ecce Homo. Proposte. Conta la storia narrata da Di Pinto (un cognome predestinato) , che va annoverato senz’altro tra gli amici di Caravaggio del terzo millennio.

TUTTA LA VERITÀ SUL CARAVAGGIO RITROVATO DI MADRID

Era la coda di un inverno aspro in cui il temibile Covid 19 aveva mietuto migliaia di vittime. La sera del 15 marzo 2021 pioveva a scroscio e faceva un gran freddo, io ero alle prese con uno strano stato di aburrimiento (noia) come diciamo in Spagna; aspettavo in macchina mia moglie che si attardava in un negozio del centro. Inaspettatamente mi venne in soccorso il suono del mio smartphone, era giunta una e-mail che mi informava del nuovo catalogo della casa d’aste Ansorena di Madrid. Mi precipito subito sulla pagina della pintura antigua e comincio a sfogliare i dipinti, quando all’improvviso appare il lotto 229, era un dipinto raffigurante Ecce Homo accompagnato dalla didascalia: Cìrculo di Jusepe de Ribera siglo XVII, precio de salida 1500 euros (ambito di Jusepe de Ribera, base d’asta 1500 euro). L’opera ovviamente non aveva nulla a che vedere con lo Spagnoletto (Jusepe de Ribera). In Spagna, mi capita spesso di leggere nei cataloghi delle aste: Circùlo di Ribera, lo fanno quando non ci capiscono niente! Tuttavia, man mano che ingrandivo i dettagli, cominciavo a provare uno strano senso di disagio, un malessere diffuso tra euforia e paura, gioia e incredulità, tormento e dolore. Mentre la pioggia incalzava sulla capote della macchina con un frastuono di fuochi di artificio, chiudevo gli occhi per cercare di capire se avessi già visto quella rappresentazione, se ciò che stavo osservando fosse la copia di un famoso dipinto o un’opera di un artista minore. E fu quell’istante che ho sentito il nitrire dei cavalli, il chioccolare delle armature, il tintinnio delle catene, le risa di scherno dei soldati, il pesante tanfo di gregge della folla accalcata. E ho sentito quell’uomo barbuto dallo sguardo indifferente pronunciare: Ecco l’Uomo! E una forza sconosciuta mi invase facendomi attraversare quel Portale che arriva fino a Dio…

Quando arrivò mia moglie, feci appena in tempo a dirle: ho scoperto un Caravaggio, il resto è ormai storia, o almeno pensavo che fosse.

Rientrato ho subito convocato nella mia galleria una coppia di amici, (nomi e cognomi) coi quali condividiamo l’amore per la pittura. Ho detto loro della scoperta, e subito ci accingiamo a trascorrere tutta la notte in cerca di notizie: partiamo dal Concorso Massimi! (https://www.finestresullarte.info/opere-e-artisti/caravaggio-cigoli-passignano-gara-ecce-homo-massimi#:~:text=La%20gara%20consiste%20nel%20proporre,per%20dimostrare%20l’avvenuta%20flagellazione) Abbiamo trovato un quadro simile di scarsa qualità pubblicato nel libro di Roberto Longhi del 1951 Caravaggio e i Caravaggeschi, nulla a che vedere con il lotto 229.

Ho deciso di dipingerne una copia, per studiarlo, capirlo meglio, per scorgere nei suoi anfratti le risposte che stavo cercando. Sono un pittore, chi meglio di me può cogliere i sussurri, i respiri di un’opera tanto potente.

Il giorno 17 di marzo alle ore 15.21 chiedo un condition report alla casa d’aste Ansorena. Nel frattempo, continuo a lavorare sulla copia. La luce, mi sconvolge la luce, e l’indifferenza di Pilato. Si susseguono le riunioni in galleria, amiche (nomi e cognomi), appassionati, tutti eccitati della scoperta. Avrei voluto tentare l’acquisto con i miei mezzi ma mi rendo conto che è una operazione al di fuori della mia portata, qui ci vuole un milionario! Faccio una timida offerta di 5000 euro!!! Viene registrata. La faccio per togliermi lo scrupolo, in Spagna diciamo: nunca se sabe nada (non si sa mai).

Il 20 marzo, ore 17.56, invio la foto a un collezionista di Padova con disponibilità economiche, il quale mi smonta aspramente dicendomi di non farmi illusioni e che aveva già visto l’opera in un’asta negli anni precedenti. Mi rattristo (poi mi dirà che lo disse per smontarmi e casomai correre solo).

Cercavo conferme che non arrivavano, intanto la mia copia va avanti…

Il 20 marzo, ore 18.15, invio le foto a uno dei più grandi studiosi della pittura napoletana del Sei e del Settecento autorità nella pittura napoletana, faccio lo gnorri, fingo di non sapere. Il professore risponde: Ribera e la sua cerchia non c’entrano, mentre l’autore andrebbe cercato tra i tardi caravaggeschi a Roma come il giovane Mattia Preti e simili…

Sono deluso più di prima.

Il 24 marzo decido di inviare la foto a un gallerista di Milano la invio con didascalia in francese per depistarlo.

Il 25 marzo il gallerista, a sua volta, se gli avessi detto l’ubicazione dell’opera, mi propone un contratto, cosa che ho accettato. Per scaramanzia entrambi non facciamo riferimento a CARAVAGGIO!

Legato ad un contratto soddisfacente decido di inviare la foto a Vittorio Sgarbi, il suo parere per me era importante.

Il 25 marzo mando la foto a Sgarbi, egli mi richiama dicendomi: “Vecchio mio hai scoperto un Caravaggio!!!!!” Quindi avevo visto giusto, di Sgarbi mi fidavo!

Il 26 marzo scarico le immagini del condition report, le foto non lasciano scampo: è CARAVAGGIO!

Entusiasta invio le nuove immagini al Professore della pittura napoletana, il quale questa volta ci va cauto, mi dice che non può esprimersi su un quadro difficile e che sarebbe meglio pulirlo prima.

Era giunto il tempo di andare a Madrid, non ci vado perché il Covid 19 mieteva vittime in tutto il mondo. In famiglia ho una persona cara che assume farmaci immunosoppressori, e la vita di un mio familiare vale di più di un Caravaggio.

Il 7 aprile il dipinto viene ritirato dall’asta per eccesso di interesse.

Il giorno 8 aprile 2021 avrebbe dovuto esserci l’asta.

Da quel momento in poi, grazie a quella sensazionale scoperta, continuo a percorrere i misteriosi Portali per arrivare a Dio…

Vittorio Sgarbi ha ripercorso il tutto nel suo libro Ecce Caravaggio (La Nave di Teseo, giugno 2021, a pag. 117 c’è la mia testimonianza “Caravaggio il Portale per arrivare a Dio”).

Nomi e cognomi delle persone coinvolte nella vicenda mi riservo di farli al momento opportuno.

Antonello Di Pinto

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