Prima di diventare delatori da regime, prima che l’esercito delle finte esercitazioni con migliaia di militari in sfilata – dopo gli annunci e le prove generali e l’ipotesi tutt’altro che ipotetica – raggiunga il gruppo d’agenti di polizia municipale, polizia provinciale, carabinieri, poliziotti e finanza – a dare l’ultimo sigillo del controllo, lasceremmo un bacio grande e un immenso abbraccio alla Giornata Mondiale della Poesia il 21 marzo;

dovremmo, ancora, come ci si potrebbe dispiacere meglio e almeno molto più simbolicamente almeno delle morti e dei morti d’ogni giorno adesso pure per questa pandemia dei giorni nostri, caduti vicini e lontani, sopra sotto e oltre i balconcini, dentro e fuori canzoncine e inni buttati nel pentolone della banalità;

come si dovrebbe accogliere, subitaneamente, la proposta, già rilanciata da più parti d’altronde Andrea Di Consoli che vorrebbe il 23 marzo quale “Giornata Nazionale per Salvare l’Editoria”.

Dove, insomma, Andrea Di Consoli invita tutte e tutti ad “acquistare un libro presso il libraio di fiducia, se fa le consegne, oppure online o nei luoghi dove ci sono ancora delle librerie aperte…”: magari si facesse del Libro bene primario alla stregua del pane e similari…!

Allora, visto che in queste ore proprio tutti, come in qualche misura aveva previsto il semiologo italiano più famoso e la televisione aiuta ancora a rilanciare – seguendo la sua missione tra l’altro, si spendono (senza spender alcuna monetina) facendo finta di leggere libri dalla nascita e che ci vorrebbero in casa a seguire il loro falso esempio, proviamo a consigliare alcune letture dei ultimi testi che, anticipando un poco Andrea Di Consoli, avevamo già acquistato: “Rimbaud. La vita assente di un poeta dalla suole di vento”, di Renato Minore; “Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler”, di Massimiliano Parente; “L’impuro folle”, di Roberto Calasso; “La lingua salvata. Storia di una giovinezza”, di Elias Canetti.

Piuttosto che stare insomma a prendere in qualche maniera in giro la peste, a piangere ancor più forte per le bare che quotidianamente cancellano esseri umani dal quadro delle loro famiglie e dal mare sporco delle nostre inquinate società dissociate, consiglierei queste pagine al fine di cercare di colmare intanto delle lacune personali.

Immaginando che altre e altri facciamo lo stesso. Magari per esser più preparati, a salvezza avvenuta.