MASSA – Una passeggiata che apre l’estate con lo storico dell’arte, Piero Donati, ci consegna alcune novità assolute della città di Massa, dove lo storico fa porre lo sguardo sulle maestà stradali dipinte su muro, peculiarità assoluta massese. Opere che sbucano a molti gira di strada, e che chiedono agli occhi di interrogarne origini ma, soprattutto, di capirne il significato rappresentato dalle immagini.

Per buona parte del XVII secolo – spiega l’esperto Donati – era peculiare di Massa la persistenza di maestà stradali dipinte su muro. Due di queste opere – racconta ancora il sovrintendente in pensione -, staccate dai loro muri, formeranno il nucleo dei Santuari della Madonna della Misericordia in Piazza Garibaldi e di Volpigliano, luogo di pellegrinaggio di fedeli arrivati fin dalla Corsica, come è testimoniate dalle cronache dell’epoca”.

Ma il culto della Madonna della Misericordia dell’apparizione di Savona al beato Botta, data da leggenda 1536, si spiega con l’appartenenza dei nobili Cybo Malaspina alla nobiltà genovese. Il santuario savonese era il più importante santuario mariano della Repubblica ligure, dunque posto direttamente sotto la protezione del Senato.

Essere devoti alla Madonna di Savona – marca ancora l’esperto di maestà e di storia soprattutto antica in generale – era un obbligo per chi volesse dimostrare fedeltà alla Repubblica. Per questo motivo la Madonna della Misericordia, che apre il manto in segno di protezione per i suoi devoti, è molto rappresentata nelle maestà massesi”.

Ad esempio in quella, datata 1658, che reca l’invocazione “Plena mater gratia / tuis succurre miseris”, nella quale ancora si coglie lo spavento per la pestilenza, dramma che fino all’anno prima aveva imperversato nello stato genovese e che aveva lambito, senza penetrarvi, lo staterello cybeo. Dunque Piero Donati fa riflettere sui contenuti. Ragionando quasi, facendo un improvvido parallelo, descrizioni di descrizioni di queste rilevanze religiose della fede da conservare, tutelare. E magari perfino da proporre in un circuito d’attenzione da presentare ai cultori della materia e agli amanti della cultura in genere.

Trattasi, per le maestà, di piccoli segni d’arte. In apparenza, almeno. Eppure sempre dotati intanto di centinaia di secoli di memoria tenuta nella loro materia formante. Appunti di maestri dell’arte che rappresentavo tempi e situazioni religiose o legate in qualche maniera al potere d’allora. Che era l’evocazione qualche volta del religioso, del santo oppure della scena biblica come a volte di vicende storiche dei dominatori. Quando dipingere allo stesso tempo il signore, il condottiero e via dicendo insieme alla richiesta di protezione divina, era pure parlare del popolo soccombente.

Una mano alla valorizzazione di questo patrimonio storico-artistico, la stanno dando alcuni soci del Club alpino italiano della sezione di Sarzana, con la consueta consulenza dello stesso Donati, che stanno costruendo il corpus delle maestà, impresa finora mai tentata da nessuno. Le schede finora compilate sono oltre 2900, e di queste 136 riguardano il territorio massese.