lunedì, 4 Marzo , 2024
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L’amore tossico di Eco e Narciso sulle note d’arte di Stefano Siggillino

Da Atene a Matera e ritorno sulle onde di un mito e di una tragedia, quello di Eco e Narciso, che è un po’ il simbolo dell’amore e dell’amicizia di oggi, di una società malata, precaria, che non sa guardare nel cuore, nell’anima, negli occhi dell’altro. A farlo con creatività e idee originali, rappresentante con grande efficacia espressiva, è l’artista materano, anzi ”mediterraneo” Stefano Siggillino che ha inaugurato una mostra-percorso ” Eco e Narciso, tra mito e tragedia” nelle sale di Palazzo Malvinni Malvezzi. E stanza dopo stanza, installazione dopo installazione, con gli specchi sul pavimento che invitano a specchiarsi…, e i quadri che rappresentano scene e figure in progressione, viene voglia di capire il legame delle diverse declinazioni del ”classicismo” da pre al post al neoclassicismo che ha contrassegnato nelle epoche le diverse stagioni del bello. Così è passo dopo passo, dopo aver visionato il filmato che offre spunti sull’avvio del progetto e ascoltato note ed echi di una base musicale senza tempo.Nelle parole di Stefano, seguite alla presentazione del circolo La Scaletta Paolo Emilio Stasi e del curatore Edoardo Delle Donne, il significato di un progetto che sarebbe piaciuto a papà Pino che ha seguito e incoraggiato con mamma Antonella una vena artistica, che sta dando i suoi frutti.

”Questa mostra – dice Stefano- è nata da diverse esperienze fatte in Grecia . Sono stato ad Atene per due anni e il tempio del Partenone ha catalizzato la mia attenzione. Poi i contatti con la gente, il tour per musei e altri luoghi ho riscoperto quella che era la cultura del Mediterraneo. La nostra cultura, da dove veniamo e simboli come l’ulivo, simbolo di pace, di dialogo. C’è un antico detto che ripete ‘una faccia,una razza’ e questo identifica l’area del Mediterraneo come una famiglia unica . Ovviamente ho scoperto l’amore per tante cose, per la natura, per quello che ci circondava, per le origini che hanno portato alla nascita di questo progetto. E l’amore l’ho interpretato in chiave più moderna , un amore tossico, una qualcosa che stiamo vivendo tantissimo non sereno, non spontaneo. E quello che tra Narciso ed Eco è un amore tossico . Quindi si può morire per amore, anche per quello per sè stessi e questo ha aiutato a capire tante sfaccettature dell’amore, che ho rappresentato in sette stanze e con un video in cui racconto questo sbarco in Grecia e questa musica che si diffonde tra spazi e opere ne rappresenta tutte le sensazioni”. Sensazioni che annunciano ”L’alba nuova” con un omaggio a Rocco Scotellaro : ”…Ma nei sentieri non si torna indietro. Altre ali fuggiranno dalle paglie della cova, perchè lungo il perire dei tempi l’alba è nuova, è nuova”

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