Il tempo è tiranno e quando la cronaca incalza, come sta accadendo in questa annata da confinamento domiciliare (usiamo l’italiano senza ricorrere ad anglicismi di maniera) procurato dall’epidemia da virus a corona, resta poco per dedicarsi alla lettura di lavori interessanti, che favoriscono riflessioni, dialogo e spunti per guardare alla realtà e a sè stessi in modo costruttivo. E forse l’aver concluso la lettura di ” Bambine sulle tracce di inesorabili passioni” di Daniela Grassi stampato per Leggerecontrovento edizioni, alla vigilia dell’8 marzo, consentirà a lettrici e lettori di guardare a quella ricorrenza con meno intenti celebrativi ” una tantum” e di riflettere su quel patrimonio di opportunità e di umanità che è la memoria. Lavorando su passioni, responsabilità, rispetto tra generi e generazioni, natura e umanità, solidarietà, curiosità, ricerca, identità, reale e virtuale. La lettura del libro, del quale abbiamo già accennato nel servizio https://giornalemio.it/cultura/fantasiepassioni-sono-le-bambine-di-daniela/, è davvero una miniera di vita vissuta e da vivere con la curiosità di piccole donne che hanno fatto della sensibilità, della fantasia un mezzo per cercare nella memoria di quanto ci è accanto una opportunità per riportare armonia, serenità, confronto, collaborazione nel presente. Partendo dalla piccola dimensione della famiglia, che nel BelPaese sembra implosa nella forma e nei valori tradizionali per aggregarsi ed esprimersi con identità spesso incerte o segnate da violenza.

Daniela Grassi, dalla vena di scrittrice davvero coinvolgente e stimolante, ha indicato un percorso costruttivo per andare ”controvento” seguendo i soffi del cuore, gli umori delle passioni,di piccole guide per ritrovare in noi stessi valori, sogni e amori perduti. Basta guardarsi intorno nella memoria…e leggere le storie, descritte nei particolari,seguendo le tracce dei protagonisti, dai titoli accattivanti: Film commission, Storia d’ossa, Librorum Cupiditas, Feramiù, L’Orchilla, Della Perfezione, Quando tu mi chiami, Marta e il Cavaliere. A noi è piaciuto ”Librorum Cupiditas” per aver dato voci a libri di diversi temi ed epoche, salvati dall’oblio o dalla discarica dei rifiuti. Ci siamo riconosciuti per aver salvato, prima dell’avvento della raccolta differenziata a Matera, libri ingialliti di storia, filosofia, vocabolari e antologie, pubblicazioni in latino e francese con il prezzo in lire del Regno o della Repubblica, che sarebbero finiti al macero. Non ce ne siamo pentiti. La memoria va salvaguardata e tutelata. Fatelo anche per l’8 marzo, magari regalando a ”Lui” o a ”Lei” o a chi vi pare un libro che fa ricordare come quello di Daniela. Pensateci.

dal sito leggerecontrovento.com
La parola “leggere”, a seconda dell’accento, è polisemantica.

Declinata come Associazione culturale, ha l’accento prevalentemente piano [leggère].
Come Casa editrice, invece, ha un accento prevalentemente sdrucciolo [lèggere].

Il logo dell’Associazione Culturale è una realizzazione di Leo Stano.

LEGGÈRE CONTROVENTO è un’Associazione Culturale che nasce da un desiderio, dalla mia incontenibile curiosità e voglia di spargere, diffondere come profumo ogni forma di arte, creatività, letteratura, poesia, recitazione, musica e condividere le emozioni, i sogni, il divertimento. Momenti di necessaria convivialità per combattere l’isolamento, la noia, il narcisismo… per riscoprire insieme il valore della vicinanza, degli odori, della ricchezza. Gemme preziose come l’amicizia, la solidarietà, l’attenzione e non ultimo l’ascolto. Insomma l’elenco potrebbe non finire perché la bellezza è incommensurabile. Per dare forma alle idee, ai sogni, per far vedere quanta bellezza è racchiusa in ognuno di noi.
Il nome Leggère Controvento ha una storia piccola e carica di affetto. Insieme alle mie sorelle: Daniela, Linda e Cristina ho immaginato la leggerezza dei nostri corpi quasi e sempre con il cuore e l’anima sospesi tra sogno e realtà. Ho pensato ai dipinti di Chagall e alle nostre vite in volo sulla città.

Rosanna Marazia

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Marc Chagall, Sulla città, 1918, Olio su tela, 56 x 45 cm., Galleria Tretyakov, Mosca