Una goccia d’acqua che trasuda dalla roccia del Monterrone in quel complesso rupestre, ricco di storia, che è la Madonna dell’idris o du ”LLutr” del Litro come si dice in dialetto, e che finisce nel ”pilaccio” la vasca o pila marmorea che un tempo chiudeva il sistema di raccolta delle acque nei rioni Sassi. L’idea-scultura dell’artista materano, Dario Carmentano, per il progetto di ” Matera Alberga” – del quale abbiamo parlato abbondantemente in altri servizi- è un esempio di come si possa fare arte valorizzando storia, contesti come quello delle Dimore dell’Idris, e antichi usi da trasmettere ai giovani che poco o nulla sanno della storia della civiltà dei Sassi e sopratutto ai turisti ”costretti” alle visite da croceristi di un paio d’ore o giù di lì. Dario ha realizzato una scultura che stimola i cinque sensi tutti da assaporare con l’acqua che scende goccia a goccia , con bicchiere compreso. Una scultura da ”ascoltare” per quell’effetto naturale che l’acqua fa quanto tocca la superficie del pilaccio. Il frastuono della giornata inaugurale, venerdì 18 gennaio, non ha consentito di apprezzare quest’altra dimensione dell’idroscultura a causa del frastuono continuo intorno al palco Rai nella sottostante piazza san Pietro Caveoso. Meglio così. Una occasione in più per tornare alle Dimore dell’Idris, a ridosso della scalinata che porta alla Madonna del Litro.