…Ce lo chiedono in tanti. Ma siamo costretti ad allargare le braccia, limitandoci a un auspicabile ” Solo la Madonna della Bruna lo sa ” affinchè veda e provveda a creare le condizioni, per contenere l’epidemia da virus a corona. E questo nonostante le prospettive aperte da una campagna vaccinale che va a rilento e alcuni focolai di ritorno, qua e là. I materani attendono e un anno di pausa forzata con un programma ridotto, per necessità durante l’anno bisesto e funesto appena passato, basta e avanza. Ma è bene restare con i piedi per terra. Nessuno si sbilancia su programmi e date. Vediamo più avanti. Servono certezze e quella fiducia che non deve mai abbandonare ottimisti e credenti Quel ” Ammogghj ammogghj l’onn c’ van” ripetuto dopo ogni 2 luglio non può che favorire, nel cuore dei materani e di quanti anche forestieri hanno imparato ad apprezzarla, almeno nella speranza e nelle volontà questo percorso. Apprezziamo, pertanto, le iniziative social dell’Associazione ”Maria Santissima della Bruna” che tengono viva questa fiamma, il lavoro costante del giovane artista cartapestaio Eustachio Santochirico per prepararsi comunque al grande incontro con la città alla fabbrica del carro trionfale dove dovrebbe essere l’anno buono per l’avvio dei lavori di completamento di quel manufatto. Un segnale incoraggiante. Ma attendiamo un segno dalla ”Patrona” affinchè la festa in suo onore torni.

E ci piace ricordare lo scrittore e poeta dialettale Giuseppe Leo Sabino, scomparso nel 2017, autore di una raccolta di proverbi materani ” L’addutt And’ch”, di commedie ” U’ Taiot” e di sonetti ” La jott d’ mammaronn. Sterj, washezze i angun ngazzamend”, e che alla festa ci teneva tantissimo. Lo abbiamo conosciuto e frequentato nel corso di un rapporto di amicizia consolidatosi negli anni, che mi ha fatto conoscere tradizione e amare il dialetto. Tant’ è che più volte mi aveva detto di volersi impegnare con altri per trasferire saperi e usi ai giovani e aveva guardato all’appuntamento di Matera 2019 per far conoscere la vera anima dei Sassi ai visitatori. Un sogno infranto dalla sua scomparsa ma che non avrebbe trovato attuazione nemmeno nella programmazione di eventi e iniziativa dell’anno da capitale europea della cultura. Il testimone passa ad altri… Resta la fede nella Festa del 2 luglio e ci ha incuriosito leggere nel volume ” Quanda Sterj! Quante Storie” edito dall’Ente Parco della Murgia in dialetto, ‘ Picciae strazzeem u’ quorr” ma con accanto la traduzione in italiano del perchè i materani assaltano e ”strappano” il carro. La storia mista a leggenda della Bella Signora che torna a Matera con solennità ci sta tutta, ma dietro ci sarebbe un contenzioso e una delibera di riappacificazione con la comunità altamurana… Quanda Sterj! La Madenn sep cciò ffè cuss’ onn. Quante storie! La Madenn sa quello che deve fare quest’ anno. Aspettiamo un cenno…