Diatribe ideologiche, quelle della prima Repubblica di campagna elettorale tra democristiani e comunisti, ripicche e commenti sui fatti altrui, ironia e iettatura sono alcuni degli ingredienti del lavoro teatrale ‘’ C’ Crust val Ma’ Avaj La Ferrovj’’ (Se Cristo vuole , dobbiamo avere la ferrovia), che la compagnia teatrale “Inscenando’’ rappresenterà a Matera venerdì 27 novembre,alle 21.00, presso il cinema comunale. E c’è attesa per il nuovo lavoro, dopo aver ammirato gli attori nelle scorse settimane al “Piccolo’’ nella rappresentazione “Ass’c la pnzaj nonna Carmal (Così la pensò nonna per il cartellone del Miott “.

La commedia, tre atti in vernacolo. portata in scena dalla regista, Teresa Trani, è incentrata –come descritto nella brochure- sulla storia di una famiglia materana di artigiani, composta dal padre Saverio, calzolaio, dalla madre Italia, ricamatrice, dal figlio Biagio e dal nonno paterno Egidio, ex combattente. E’ ambientata nel 1968 anno del boom economico di cui anche Matera fa parte, come dimostrano la fioritura di attività commerciali e artigianali e le vie cittadini percorse da autovetture, in massima parte Fiat 500 e 600 che denotano un certo benessere nella popolazione lavoratrice.

Nel 1968 in Italia ci sono le elezioni politiche e la casa della nostra ricamatrice è scombussolata da dibattiti elettorali tra il marito comunista e l’amico di famiglia, Fedele ‘’democristiano dalla nascita’’ e candidato. Il 1968 è l’anno della vittoria del calcio italiano agli europei e questo è celebrato dal personaggio Franceschino, ‘’con la testa nel pallone’’, dedito al calcio e alla lettura del giornale dello sport.

La commedia accentua i colori quando Italia decide, facendosi aiutare dal merciaio Lorenzino, di impartire una lezione al marito che, oltre ad avere un carattere impulsivo e prepotente, ama corteggiare le ragazze suscitando il risentimento della moglie. Nella vicenda sono presenti altri personaggi: la intrigante e ficcanaso Polina, Rosina e Filippo, le ricamatrici Maddalena, Caterina e Bruna che lavorano nel laboratorio di Italia, la signora Lapacciana cliente di Italia e infine Lazzaro, amico di Biagio, con la triste fama di iettatore.

I dialoghi sono arricchiti ed esaltati dal vernacolo e dai tanti modi di dire della nostra tradizione che sono un condensato di saggezza popolare e di filosofia elaborata in millenni di esperienze di vita’’.

Sul palco del “Comunale’’ si esibiranno Antonietta Niglio (Italia), Vincenzo Paolicelli (Saverio), Danilo Barbarinaldi (Biagio), Antonio Lifranchi ( nonno Egidio), Severino Pasquino (Fedele), Cosimo Paolicelli (Franceschino), Pietro Nocera (Filippo), Angela Montemurro (Rosina), Patrizia Licciardello (Polina), Eustachio Dipede ( Lorenzino), Raffaele Miriello ( Maddalena); Rosalba Lascaro ( Caterina); Marica Pagano ( Bruna), Cosimo Mero ( Lazzaro) e Teresa Trani (la signora Lapacciana).

La serata sarà presentata da Teresa Mero, la scenografia è stata realizzata da Cosimo Mero, la grafica è di Massimo Mero- Besound curerà i servizi professionali per lo spettacolo e Foto PM il servizio fotografico.

Divertimento assicurato…