Si sono fatti in quattro… perchè tanti sono stati i cori polifonici che hanno riempito di note, con brani del repertorio classico italiano, il 67° raduno nazionale dei Bersaglieri, nel corso di una serata dove applausi e commozione si sono alternati senza sosta. Auditorium ‘ Raffaele Gervasio’ da tutto esaurito e pubblico in piedi per ringraziare maestri, cantanti e musicisti fino all’esecuzione-a cori uniti- del ” Signore delle Cime” di Bepi Marzi . Ma prima le esecuzioni per tutti i gusti.

Ha cominciato la polifonica Totus Tuus di Matera, diretta da Cettina Urga, che ha indossato anche il cappello piumato per una medley sulle ”Canzoni dei bersaglieri”, con la quale ha chiuso la scaletta composta dal ” Va’ pensiero”, ”Quel mazzolin di fiori” e ”La leggenda del Piave”.

L’Ensemble Polifonico Libercanto di Cancellara (Potenza), diretto da Rocco Bacelliere e al pianoforte Rocco Lopardo, ha eseguito brani del repertorio napoletano come ” I’ te vurria vasà”, ”O’ Marenariello”, ”Torna a Surriento” e uno scherzoso ‘ Duetto buffo dei Gatti”. All’insegna della tradizione materana l’esecuzione dei brani in scaletta del Coro della Polifonica materana ”Pierluigi da Palestrina” diretto da Carmine Antonio Catenazzo. ” La cupa cupa”, ”Tresa Tres”’ e la ” Candnère” sono seguiti al catalano ” Esta tierra” che ha unita terre di riscatto che nella storia e per l’impegno di tanti prima o poi hanno qualcosa da dire e, come Matera, fuori dalla retorica della ”vergogna nazionale” sono diventate ”Capitale europea della cultura” .

Chiusura con la Polifonica ” Rosa Ponselle” diretta da Giuseppe Ciaramella con l’esibizione di brani incentrati su vita e amore : ”Voglio vivere cosi”, ”Amapola”, ” O’ Surdato ‘nnamurato” e ”Mamma”. Una serata colorata di cremisi e segnata da tante belle note della musica italiana, che accompagnerà anche dopo la sfilata di domenica 19 maggio i bersaglieri di sempre e quanti hanno imparato a conoscerne valori e canzoni come piume al vento…Pronti ad ascoltare e seguire le fanfare?