Da bambina ho giocato migliaia di volte sulle scale di quello, che è da sempre stato uno dei palazzi baronali più belli e affascinanti di San Mauro Forte: Palazzo Arcieri Bitonti.

Su quegli alti gradoni che per secoli hanno raccolto i discorsi, le storie e le leggende degli anziani del posto seduti a godersi il sole e il passeggio della piazza. All’ombra di quel portone imponente, di legno scuro e purtroppo rimasto chiuso per anni, più volte ho fantasticato sul palazzo e la sua storia.

Oggi finalmente, grazie alla passione e alla tenacia di Pietro Bitonti, giovane discendente di Gaspare Arcieri che nel 1751 assieme ad altri feudatari riscattò dalla Corona il feudo di San Mauro, quel portone è spalancato a tutti e una zona della dimora storica, quella che per secoli è stata adibita a stalla ed a deposito di attrezzi agricoli, si è trasformata in un tecnologico museo multimediale, In Viaggio in Basilicata www.inviaggioinbasilicata.it

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“L’idea del museo è nata casualmente, ci spiega con grande entusiasmo Pietro Bitonti, quando erano già iniziati i lavori di consolidamento del tetto, crollato  in più punti.

Leggendo le opere di Cesare Malpica, scrittore-giornalista napoletano del 1800, in particolare il resoconto di un viaggio fatto in Basilicata da cui trasse spunti per il libro “La Basilicata- Impressioni”(1847), scoprii che nel suo soggiorno a San Mauro,  fu ospitato proprio a casa mia,  dal mio bisnonno. La curiosità mi ha fatto approfondire gli studi in tal senso; il mio amore per questa dimora storica ha fatto tutto il resto.  E così ho pensato che sarebbe stato bello raccontare questa storia a tutti e soprattutto raccontare e ricostruire il  viaggio del reporter a cavallo, attraverso i suoi appunti, visitando virtualmente Vietri, Potenza Albano di Lucania, Accettura, Salandra, Ferrandina, Miglionico, Matera, Palazzo San Gervasio, Venosa, Melfi, Rionero, i Laghi di Monticchio, Lagopesole, Avigliano e naturalmente San Mauro”.

Il progetto ha poi incrociato il PSR (Programma di Sviluppo Rurale Regione Basilicata 2007-2013) per la riqualificazione del patrimonio rurale ed  è così che, dopo oltre 150 anni dal viaggio in sella del Malpica, il visitatore del terzo millennio affronta, partendo dalla mangiatoia della vecchia stalla,  un viaggio esperienziale nuovo e affascinante tra touch screen, immagini che scorrono, e voci amplificate che raccontano. Non una esposizione statica, ma un luogo dinamico, moderno, digitalizzato. Un museo che parla, che racconta, che insegna, che incuriosisce. Un taccuino di viaggio che diventa museo. E’ questa la vera innovazione. Perché i libri, le parole, i fatti, si possono rileggere in tanti modi. Tanti modi accomunati da quel filo sottile e forte allo stesso tempo, che è la cultura. Che quando riesce a diventare un modo di essere, di esprimersi, genera sviluppo. E lo sviluppo riesce a rendere l’uomo protagonista del futuro .

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Il progetto di Palazzo Arcieri Bitonti ha ben chiaro la missione socio-culturale che potrebbe espletare nel circuito turistico-culturale dei grandi attrattori in cui si innesta tanto suggerire al turista, itinerari nelle zone limitrofe, dall’arte sacra, con la visita agli ipogei della chiesa Madre di San Mauro e ai suoi tesori a quello  letterario suggerendo il Parco letterario Carlo Levi a quello naturalistico del Parco di Gallipoli- Cognato e delle Dolomiti Lucane. Ma continuiamo il nostro viaggio all’interno del museo.

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Vi si accede da una porta posta sulla facciata secondaria del palazzo. Gli spazi recuperati sono in tutto tre, una stalla, un deposito di attrezzi e un locale probabilmente destinato a rimessa di carrozze . Degli ambienti niente è stato cambiato ma tutto è stato recuperato con cura e molta professionalità dall’architetto Michele Iacovazzi.

Alle pareti ancora gli anelli di ferro a cui venivano legati gli animali; la mangiatoia che un tempo conteneva la paglia per foraggiare i cavalli, oggi ospita un colorato monitor che dispensa preziose informazioni sul territorio.

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E così la mangiatoia diventa metafora del cibo, come per dire che prima di iniziare la visita al museo bisogna “nutrirsi” di quelle notizie. Poi il viaggio può continuare, così come fece il Malpica, tra Ferrandina, Matera, Potenza e tutti gli altri paesi descritti e oltre al fascino del racconto e all’emozione di trovarsi in spazi della storia, l’uscita riserva una sorpresa finale. Dalla corte varcando un grande portone di legno, il visitatore si trova sulla piazza principale davanti alla splendida Torre Normanna ed alla facciata della Chiesa Madre di Santa Maria Assunta. E dunque, finito un viaggio il visitatore ne inizia subito un altro.

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Se il recupero dei soli seminterrati ha generato così tante storie, possiamo immaginare quanto potrebbe essere bello e interessante poter visitare anche gli altri piani della dimora. Le enorme stanze, i sontuosi arredi. Quanto potrebbe essere emozionante dormire in un letto dell’800. Un sogno che Pietro Bitonti vorrebbe realizzare quanto prima. Nel frattempo una certezza. Anche adesso che quel portone è aperto dal Venerdì alla Domenica dalle 9,00 alle 14,00,  la dimora storica Arcieri-Bitonti, continua a farmi sognare, così come faceva da bambina.