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Il regista Nicola Ragone, ospite dell’Istituto italiano di Cultura di Parigi diretto da Antonio Calbi.

Due lucani a Parigi. Ancor di più, due del materano, nativi di due comunità confinanti: Salandra e San Mauro Forte. Parliamo di Nicola Ragone, regista e direttore artistico di Storie Parallele Film Festival (che si svolge tutti gli anni a Salandra, in provincia di Matera per l’appunto), e di Antonio Calbi direttore dell’Istituto italiano di Cultura di Parigi, istituzione presso cui il primo sarà ospite dal 20 maggio al 10 giugno per un progetto di residenza artistica.
Per Ragone, questa, sarà “Una preziosa occasione -come si spiega in una nota- per ultimare la scrittura del suo prossimo progetto cinematografico e per presentare al pubblico d’oltralpe le idee che muovono il progetto Storie Parallele che, nel corso dei suoi nove anni di attività, si è distinto non solo come punto di riferimento per il genere documentaristico a livello nazionale ma soprattutto per aver dato voce alle aree interne della Basilicata.
Un periodo di confronto e di crescita professionale possibile grazie allo scambio culturale e agli innumerevoli spunti offerti dall’Istituto italiano di cultura di Parigi, organismo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale incaricato di diffondere e di promuovere la lingua e la cultura italiana.

Ragone, già Nastro D’argento nel 2015 per il cortometraggio “Sonderkommando”, nella giornata di lunedì 1 giugno presenterà il suo documentario “Vado Verso Dove Vengo” (in selezione ai Nastri D’Argento 2019 e presentato nello stesso anno in anteprima al Bifest), ideato nell’ambito del progetto Storylines – The Lucanian Ways, parte del programma ufficiale di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 e coprodotto da: Fondazione Matera-Basilicata2019, Associazione Youth Europe Service, co-finanziato da Lucana Film Commision, partner di progetto Mediterraneo Cinematografica, Allelamie, Simbdea, scritto da Luigi Vitelli, Nicola Ragone, con la consulenza di Vito Teti, musiche di Carmine Iuvone, regia di Nicola Ragone. Il documentario racconta storie di vita di lucani residenti all’estero, concentrandosi sul senso del partire e il senso del restare con un focus sui piccoli paesi dove emigrazione e spopolamento sono grandi emegenze da risolvere. Partiti e rimasti diventano schegge e frammenti esplosi da un unico corpo da ricongiungere in nuove comunità frutto di relazioni e contaminazioni, per generare una nuova identità dei luoghi a rischio abbadono. Un nuovo modello di svilluppo da cui bisogna ripartire per riabitare l’Italia e capovolgere il rapporto tradizionale tra piccoli paesi e città, tra centro e perferia per ricucire un nuovo legame tra locale e globale. Il pomeriggio del 1 giugno proseguirà con “Nuovi sguardi dal cinema lucano”: ovvero la proiezione di tre cortometraggi, sottotitolati in francese e appositamente selezionati, che verranno presentati dai registi presenti in sala:
“Pupa” di Claudia Nigro (Italia, 2026 8′) e distribuito da Siberia (in anteprima)
“Occhi diamanti” di Maria Cristina di Stefano e Federico Tarsi (Italia, 2026 12′), distribuito da Pathos (in anteprima)
“Chi ten’ i colp” di Antonio Nolé (Italia, 2025 9′).

Biografia
Nicola Ragone
Sceneggiatore, regista teatrale e cinematografico alterna il cinema di finzione al cinema documentario, realizzando cortometraggi e documentari, tra cui Sonderkommando (2014), selezionato in 120 festival internazionali e vincitore di 50 riconoscimenti, tra cui il Nastro d’argento 2015 come Miglior cortometraggio 2015. Ha collaborato come assistente alla regia con Ettore Scola nel suo film Che strano chiamarsi Federico e nelle sue produzioni nel teatro lirico La Bohème e Così fan tutte. Autore, con Damiano Bruè e Daniele Ciprì del testo Wonderland (2016), spettacolo con la regia di Daniele Ciprì, interpretato e musicato dal pianista Stefano Bollani, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano. Nel 2026 realizza l’installazione artistica Federico II – Stupor mundi all’interno del progetto“Fantastico Medioevo” promosso dalla Presidenza della Giunta regionale di Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019. Realizza, con Rosy Bonfiglio, la regia dello spettacolo Corpo urbano, in scena al Piccolo Teatro di Milano, all’interno del progetto Indagine Milano, residenza artistica del festival Immersioni. Attualmente è impegnato nella preparazione del suo lungometraggio Nessuno ci vede, nella regia del documentario Materna, nello sviluppo del progetto di SERIE-DOC dal titolo Micronazioni e del cortometraggio Love Room.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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