Diario dello smarrimento”, d’Andrea Di Consoli, Innschibboleth Edizioni (Roma, 2019), pag. 169, euro 15.00.

Innamorati come siam stati, siam e saremo de “Il padre degli animali” (Rizzoli, 2007), ogni volta e tutte le volte che esce un nuovo libro del mio Andrea Di Consoli, c’affrettiamo – affanniamo – per leggerlo subito; prima che lettrici e lettori meno romantici e sentimentali faccian far le capriole alle sue parole. E curiosi, poi, di sapere se abbia finalmente privilegiato il ritorno pieno al lirismo, piuttosto che agire in altri campi dell’elaborazione in forma di stile-pensiero.

“Diario dello smarrimento”, edito da una piccola casa editrice romana già qualche mese fa e nella collana diretta dal critico Filippo La Porta, fin dal titolo, fin dal titolo (evidentemente) è il nostro nuovo estremo stupore.

Intanto perché se nelle pagine dove tra l’altro per il sottoscritto a volte siamo alla rilettura, Di Consoli non avesse spiegato il riferimento preciso che ha dato poi il titolo al volume avremmo sinceramente consigliato ad Andrea di cambiarlo in futuro con un più appropriato ‘Diario dello spaesamento’. Epperò pensando al passo avanti rispetto alle consapevolezze d’un Vasta d’alcuni anni fa. Dove più che dentro i luoghi, insomma lo spaesamento è messo al centro della normale accettazione, per ogni e praticamente tutte, le cose.

Quest’opera d’Andrea di Consoli, possiam sostenere, è pienamente Andrea Di Consoli.
E lo è da quando non lo condividiamo per il suo conservatorismo in politica, a quando siam costretti a emozionarci nelle sue idee su vita e letteratura. Per non parlare di tutto l’amore che gli riserviamo quando freme per le sue origini. Con la Basilicata. Oltre che per tutti i maestri che l’hanno formato.

In ultima, specifichiamo con il dovuto tatto – se è possibile – , dei passaggi profondamente e positivamente distruttivi (almeno dal nostro intimo punto di vista), sono affidati all’analisi spietata delle agitazioni private d’ognuno e ognuno. Ove, per dire, la depressione è fatta carne e sangue nel pieno dei loro poteri vitali.

Appena Di Consoli tornerà qui, ci troveremo prima durante e dopo la morte.