PARCO FIERA BARBARASCO DI TRESANA (MS) – E’ cominciato domenica il “Ginzburg Facio Festival 2021: la storia di Facio” di Barbarasco. Con la presentazione del libro di Luca Madrigani, “Il caso Faccio. Eroi e traditori della Resistenza” (Il Mulino, Bologna, 2021), è stato dato l’avvio delle manifestazioni per il centounesimo anno del Parco. Dedicata alla nascita della leggenda del comandante partigiano Facio. La presentazione del volume è stata introdotta da Emanuele Fregorsi (Anpi Tresana), e impreziosita dagli interventi di: Paolo Bissoli, presidente dell’Istituto storico della resistenza apuana e dallo studioso Giorgio Pagano, co-presidente del Comitato unitario sulla resistenza.

Mentre la magia dell’arte ha sublimato la giornata con lo spettacolo di Catia Castellani e Anna Menchinelli, voce e chitarra, in “Kammamuri E Brilastecchi. Racconti d’amore e di Lotta”. Il libertario Facio, al secolo Dante Castellucci, comandante del Picelli, eroe della Battaglia del lago Santo, era nato in Calabria, nel 1920; ma s’era formato, fino alla adesione alla Resistenza all’età di vent’anni, in Francia.

Colui che incarna – è stato detto infatti fra le altre cose al convegno -, meglio di chiunque altro lo spirito del sacrificio per un mondo migliore. Nato in Calabria, vissuto in Francia, chiamato a combattere – è stato poi ovviamente sottolineato – contro i Francesi, ‘quel popolo’ che vedeva come il suo stesso popolo. L’8 settembre sale ai monti. Ma non prima di conoscere e combattere il Fascismo assieme a Aldo, Astenore, Agostino, Gelindo, Ovidio, Ettore, Ferdinando, e papà Aldo: i 7 fratelli Cervi”.

Ma la leggenda Facio, come altre belle testimonianze di passione politica e lotta per la libertà, è stata fino ad alcuni anni fa macchiata da grandi bugie ed era uno dei falsi storici più rappresentativi del periodo resistenziale italiano. Perché, come era stato perfino motiva all’assegnazione della medaglia d’argento al valore, i dirigenti spezzini del Partito Comunista Italiano avevano fatto passare la sua morte come uccisione da parte dei nazisti. Invece Facio, dopo aver superato la prima prova d’una condanna a morte inflitta già all’interno della lotta per la liberazione, fu assassinato da altri comunisti per mano del partigiano comunista Salvatore, ovvero Antonio Cabrelli. Accusato falsamente d’aver tradito. Eppure Facio era stato fra i 9 eroi del lago Santo. Eppure Facio sarebbe molto probabilmente diventato una grande personalità degli anni seguenti. O proprio per questo.