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Il colore lo sa…e Gianni gli dedica una mostra

Conosciamo Giovanni “Gianni’’ dell’Acqua dalla prima Repubblica e ne apprezzato originalità, passione e impegno per la ricerca che ne hanno fatto un esempio virtuoso e credibile dell’arte moderna. Le sue opere geometriche dal tratto caratteristico e con una scansione di colori che non ha eguali, per armonia e profondità, confermano il successo di un percorso nella dimensione-corrente dell’astrattismo, che meriterebbero di essere apprezzati oltre che su tela anche all’aperto. E magari in un quartiere o agli ingressi della nostra Matera. Ma servono sensibilità e “cultura’’ dell’attenzione da parte di Enti o privati per farlo. Concittadini e turisti, intanto, potranno apprezzare i lavori di Gianni nella mostra che sarà inaugurata sabato 18 novembre nella Chiesa del Purgatorio. Un luogo ricco di suggestioni a pianta esagonale, che lega bene… con le ispirazioni geometriche e cromatiche del percorso battuto con successo dell’artista materano.

COMUNICATO STAMPA

Giovanni Dell’Acqua
Il colore lo sa
Chiesa del Purgatorio – via Ridola, Matera
18 novembre – 29 febbraio 2024

Si inaugura a Matera sabato 18 novembre alle ore 18 presso la Chiesa del Purgatorio, la mostra Il colore lo sa dell’artista materano Giovanni Dell’Acqua, che opera nel campo dell’astrattismo geometrico a partire dalla metà degli anni Settanta.
Il progetto espositivo promosso dalla cooperativa sociale Oltre L’Arte di Matera sarà aperto dagli interventi dei proff. Massimo Bignardi dell’Università di Siena e Mariadelaide Cuozzo dell’Università di Basilicata, che presenteranno la monografia Giovanni Dell’Acqua – commistioni sconfinamenti nomadismi contaminazioni accumulazioni, edizioni Gutenberg curata dal prof. Massimo Bignardi.
La monografia si apre con un verso di Cesare Pavese, Ogni nuovo mattino uscirò per le strade cercando colori: negli ultimi anni, infatti, Dell’Acqua, pur muovendo da sempre la sua ricerca nel campo dell’astrattismo geometrico, pone un particolare accento metodico sugli aspetti cromatici, soprattutto per quanto attiene alla pittura. Nelle composizioni plastiche l’aspetto compositivo è più anarchico e ciò che viene trovato – riciclato- insieme alla memoria dona alla scultura la possibilità di esprimere l’amore per i colori nel tentativo di svelarne lo splendido codice. A tal proposito ripetiamo quanto scrive Dominique Simonnet nelle premesse del suo libro-intervista a Michel Pastoureau, Il piccolo libro dei colori:

i colori non sono irrilevanti, tutt’altro. Veicolano dei codici, dei tabù, dei pregiudizi cui obbediamo senza saperlo, possiedono significati reconditi che influenzano profondamente senza saperlo il nostro ambiente, i nostri comportamenti, il nostro linguaggio e il nostro immaginario.

Il titolo che accompagna la mostra, Il colore lo sa, vuole perciò ribadire in maniera perentoria quanto il colore non possa più essere concepito come elemento comprimario ma, al pari del disegno, dotato di un’autonomia fondativa che, tornando a Simonnet, travalica l’uso che si fa nelle arti visive.

Cenni biografici

Giovanni Dell’Acqua nasce a Matera nel 1952, dove vive e lavora. Opera nel campo dell’astrattismo geometrico dal 1975 con la partecipazione a più di duecento rassegne di arti visive in Italia ed all’estero, di cui le più significative sono l’invito alla XI Quadriennale del 1986 al Palazzo delle Esposizioni a Roma e, nello stesso anno, alla rassegna Mare Nostrum- nuovi aspetti della ricerca artistica in Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia presso il castello Aragonese di Taranto. Ancora, nel 1988, è invitato alla Biennale internazionale a Castel dell’Ovo di Napoli e da quel giro d’anni fino ad oggi, è presente nelle fiere di settore che si tengono in tutta Italia.
Nelle edizioni del 2018 e del 2019 arreda le pareti dello stand Fendi casa nella Fiera del Mobile di Milano.
Nel 2019 presenta una monografia per le edizioni Gutenberg che illustra il suo ormai quasi cinquantennale lavoro e che ha accompagnato due mostre antologiche, una presso il F.R.A.C., museo fondo regionale d’arte contemporanea di Baronissi ed l’altro presso il museo ARCOS di Benevento. Ancora nello stesso anno è inviato alla rassegna ‘Pittori, scultori, incisori lucani’ promossa dalla regione Basilicata a Matera e Potenza.
Attualmente è impegnato nel progetto che vedrà, nel 2025, un’edizione che ne raccoglierà il lavoro cinquantennale con i relativi eventi espositivi.

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