Prima o poi il libro ” Il 36mo confinato. Un prete rivoluzionario nei luoghi di Carlo Levi” del collega Emilio Salierno su Don Pierino Di Lenge, una quercia con radici solide nel paese dei calanchi e delle tante ”Aliano” di un Sud che non si rassegna, doveva approdare a Matera per la presentazione. E il luogo, venerdì 26 novembre alle 17.30, non poteva non essere che Palazzo Lanfranchi, che ospita il Centro ”Carlo Levi”, la sala Levi e tante opere di ”don Carlo” ispirate al periodo di confino in Basilicata, durante il ventennio fascista, e che portò nel dopoguerra alla pubblicazione del ” Cristo si è fermato a Eboli”, e poi al celebre film di Francesco Rosi interpretato da Gian Maria Volontè e da tanti volti di poco conosciuti, ma ”veri” abitanti di questa terra.

Del libro abbiamo già parlato nel giugno scorso https://giornalemio.it/cultura/don-pierino-rivoluzionario-e-36confinato-nella-sua-aliano/ ma vi invitiamo a non perdere l’occasione per approfondire temi e ricordi dalla viva voce di don Pierino, che in trincea c’è stato e ci resta. Fiero di quello che ha fatto, insegnato e di quello che vorrebbe fare e con una eredità di buone pratiche, fatte di sacrifici, speranze, successi e a volte delusioni da lasciare ai giovani della stagione dei tablet e dei trolley. Don Pierino è stato capatost e ha indicato una strada precisa, non facile, ma ispirata alla coerenza, alla lealtà e alla legalità da portare avanti. Restare ad Aliano e non solo si può. Ma occorre crederci e lottare contro i dispensatori del ” familismo amorale” che crea quasi un muro di gomma tra innovatori e difensori di interessi consolidati, che non mollano la presa, contribuendo ad affossare il futuro della Basilicata. Confinati di ieri e di oggi insieme per voltare pagina. E il libro su don Pierino è da leggere, far leggere e diffondere.