…La Revolution? En place. La rivoluzione? In piazza e Parigi puntualmente si infiamma o insorge,se preferite, quando si ripetono moti di popolo che ricordano la presa della Bastiglia, l’avvento della borghesia, la controrivoluzione e poi le “Printemps de la Sorbonne’’, la Primavera del 1968 all’Università della Sorbona fino alla rivolta dei gilet jaunes, i gilet gialli contro il caro benzina. E così è stato, come riporta l’amico Armando Lostaglio,per la presentazione di ‘’Le Terre Rosse’’ di Giovanni Brancale. Un film girato in Basilicata con una trama ispirato al libro ‘’Il Rinnegato’’ di Giuseppe Brancale e con un contributo tutto lucano: dai luoghi alle compagnie teatrali, agli attori all’apporto del Cineclub “Vittorio De Sica’’. Il film sta riscuotendo successo anche in alcuni concorsi. E non è escluso che possa ispirare anche autori francesi sensibili ai temi di lotta patriottica: dai partigiani (les maquisards) ai nostri briganti. E del resto dall’altra parte, e ci riferiamo alla repressione dell’esercito piemontese contro il Brigantaggio, ci furono anche ufficiali di origine o dal cognome francese come Andrea Massena e Jean Maximilien Lamarque. Rileggete la storia e troverete spunti per un altro film…


Parigi applaude “Le Terre Rosse” di Giovanni Brancale

di Armando Lostaglio

Con grande calore il Cinema Arlequin di Parigi ha accolto il film “lucano” di Giovanni Brancale “Le terre rosse”, girato due anni or sono in Basilicata e in particolare nel Vulture. L’evento è stato promosso in concomitanza della inaugurazione dell’Associazione Les Amis de la Basilicate en France, presieduto da Giuseppe Scavetta originario di Garaguso. L’Ente del Turismo italiano in Francia ha presieduto con molte personalità della cultura insieme ai tanti lucani che operano nella capitale francese, e giornalisti della autorevole stampa come Le Figaro e Le Monde. Tutti si sono complimentati con il regista Brancale, con la moglie Diane – produttrice del film per la EstravagoFilm -; presente anche Gianluca Rosucci che cura le relazioni e la Comunicazione del film. Una immensa soddisfazione per il regista originario di Sant’Arcangelo ma fiorentino da decenni, dopo che l’opera è stata distribuita e spesso accompagnata dal regista in diversi angoli della Basilicata e in molte città italiane. Il lungometraggio (100 minuti) è stato finalista al Jagran Film Festival di Mumbai (India), nonché al Napoli Film Festival e vincitore dell’Hollywood International Moving Pictures Film Festival (Categoria Drama) e di recente è stato anche proiettato in Svizzera. Il racconto si snoda dal brigantaggio postunitario, lambito in parte, per approfondire le microstorie della comunità lucana. E’ tratto dal romanzo Il Rinnegato dello scrittore lucano Giuseppe Brancale (1925-1979), padre del regista e segue le vicende di un personaggio, Giuseppe Prestone e la sua comunità, in un arco temporale di circa trent’anni, dal 1860 fino a 1887. Il film è stato girato interamente in Basilicata, alle pendici del Vulture, fra Rionero e Monticchio dove si sviluppò il fenomeno del Brigantaggio; quindi ad Aliano, per omaggiare la figura di Carlo Levi, a Sant’Arcangelo e infine nei punti più arcaici dei Sassi di Matera, utilizzando, i volti, i costumi, la lingua, i luoghi che ancora conservano assonanze storiche e culturali. Un film indipendente, evocativo già dal titolo in quanto tratta di luoghi come la Basilicata che nei secoli ha subito soprusi e prevaricazioni, ma che ha anche visto reazioni di massa come il Brigantaggio post-unitario, evento che la Storia non ha ancora del tutto chiarito e metabolizzato. Il film si avvale della esperienza dello scenografo-artista Gaetano Russo, del direttore della fotografia Francesco Ritondale, e della collaborazione del CineClub “Vittorio De Sica”, che da venticinque anni opera non solo in Basilicata per la diffusione della cultura cinematografica. Il film di Brancale ha commosso il pubblico parigino, che ha ammirato le interpretazioni dei due giovani attori, Valentina D’Andrea e Simone Castano, di Erminio Truncellito. Utilizzate anche molte comparse del luogo, grazie all’entusiastico apporto di Associazioni teatrali rioneresi come “I Briganti di Crocco” e la “Rivonigro”.